Ticino e Grigioni

Zonaprotetta: 40 anni contro HIV e discriminazione

L’associazione ticinese nata nel 1985 come Aiuto AIDS Ticino celebra 4 decenni di impegno nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Tra i nuovi servizi: screening completi e uno spazio per la comunità LGBTQIA+

  • 30 aprile, 20:39
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40 anni di zonaprotetta

Il Quotidiano 30.04.2026, 19:00

  • RSI
Di: Il Quotidiano - Valentina Formenti / M. Ang. 

Zonaprotetta, l’associazione impegnata nella lotta all’HIV e nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, compie 40 anni. Un’occasione per ripercorrerne la storia e guardare ai progetti futuri.

Dalla paura alla consapevolezza

Aiuto AIDS Ticino nasce nel dicembre 1985, un consultorio gestito da volontari con l’obiettivo di lottare contro il virus dell’HIV. Nel tempo cambierà nome in Zonaprotetta ma dopo 40 anni il suo scopo resta intatto: la promozione della salute sessuale e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. “Sicuramente all’inizio era importante combattere in qualche modo l’HIV, quindi erano messaggi che tutti noi ricordiamo: facevano leva sulla paura, su che cosa fosse l’HIV e quali fossero i rischi. Poi, piano piano, il messaggio è diventato più positivo, per cercare di avere maggior consapevolezza dei propri comportamenti e quindi di protezione, per se stesso e per l’altro, ma in un approccio più positivo rispetto alla sessualità”, dice alle telecamere del Quotidiano della RSI Vincenza Guarnaccia, coordinatrice di Zonaprotetta.

Screening completi a prezzi accessibili

Tra i nuovi progetti c’è l’offerta di screening per infezioni sessualmente trasmissibili. “Da quest’anno abbiamo iniziato a offrire la possibilità di fare il pacchetto completo: test per HIV e sifilide (sempre rapido e anonimo), in più clamidia e gonorrea. Questa è la novità. Lo offriamo a tutti: per chi ha meno di 30 anni, i test HIV e sifilide sono gratuiti mentre quelli per clamidia e gonorrea costano solo 30 franchi. Per le altre persone, invece, tutti i quattro test costano 70 franchi: si tratta di un’opzione molto agevolata che proponiamo affinché le persone si facciano testare più facilmente”, spiega Isabel Londono, operatrice di Zonaprotetta.

Identità Plurale: uno spazio d’incontro

Recentemente è pure nato il servizio “Identità Plurale”, uno spazio di ascolto e di confronto. “Dà la possibilità di potersi incontrare in uno spazio fisico sia per le persone LGBTQIA+ sia per i genitori. Riscontriamo una buonissima partecipazione delle persone che, per la prima volta, escono dall’online e si incontrano, portando il corpo in uno spazio fisico. Questo, secondo noi, è un elemento importante nella vita delle persone”, sottolinea Davide Vasto, operatore del servizio Identità Plurale.

Lo stigma che persiste

In Ticino le persone affette da HIV sono tra le 500 e le 600, una malattia con la quale si può convivere. Ma anche nel 2026 lo stigma sociale rimane. “L’HIV all’inizio faceva paura. È stata all’inizio narrata come una malattia che riguardava solo alcune categorie, quindi ancora oggi si porta dietro questo stigma. Oggi chi vive con l’HIV è una persona che può avere una vita come qualsiasi altra persona. Una persona in trattamento efficace non trasmette più il virus neanche nei rapporti sessuali. Ma è difficile fare passare questo tipo di informazione”, spiega Vincenza Guarnaccia. Motivo per cui l’impegno a eliminare le forme di discriminazione non si fermerà.

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