La tensione sul commercio con gli Stati Uniti rimane alta (keystone)

Economia, nuova frenata cinese

Tagliate le stime di crescita al 6-6,5%, il punto più basso negli ultimi 28 anni. Tra le contromisure annunciate meno tasse. Incognita dazi

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La Cina ha tagliato le stime di crescita per il 2019 al "6-6,5%", in calo rispetto al +6,6% registrato nel 2018. E' quanto scritto nel "rapporto sul lavoro del Governo", la relazione stilata dal premier Li Keqiang per i lavori annuali del Congresso nazionale del popolo, il Parlamento cinese. Il tasso di crescita registrato l'anno scorso, a fronte di una previsione di "circa il 6,5%", era stato il più basso degli ultimi 28 anni.

Il taglio delle tasse, un pacchetto di riforme per provare a superare le tensioni sul commercio con gli Stati Uniti e il nuovo budget militare sono tra i punti nell'agenda del Congresso.

Il budget militare, da sempre sotto osservazione per la sua scarsa trasparenza, avrà "un rialzo appropriato" a tutela "della sicurezza nazionale", ha anticipato Zhang Yesui, portavoce del Congresso, indicando l'aumento a "singola cifra". Nel 2018, le risorse destinate al capitolo sono risultate l'1,3% del PIL, in aumento dell'8,1% a 1'110 miliardi di yuan (165 miliardi di dollari), in linea coi piani del presidente Xi Jinping per la modernizzazione delle forze armate entro il 2035.

ATS/AFP/M. Ang.

La Cina vede nero

La Cina vede nero

TG 12:30 di martedì 05.03.2019

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