Fra i grandi ricettacoli della pubblicità mondiale (keystone)

La frenata di Alphabet, segnale per l'economia

La casa madre di Google aumenta il fatturato trimestrale ma resta sotto le attese: rallenta la pubblicità online

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Alphabet, casa madre di Google, ha fatto segnare fra luglio e settembre una crescita del fatturato su base annua del 6%, a 69,1 miliardi di dollari, e un utile netto di 14 miliardi. Dati a prima vista positivi, ma che sono ben al di sotto delle attese degli analisti ed equivalgono in realtà al peggior risultato trimestrale dal 2013 a questa parte. Da quando il dato viene comunicato separatamente, nel 2019, per la prima volta la pubblicità su YouTube è in calo (-2%). La borsa ha reagito in modo negativo, il titolo perdeva il 6% negli scambi elettronici dopo la chiusura della seduta di martedì a Wall Street.

"Quando Google inciampa, è un brutto segno per la pubblicità digitale in generale", commenta un analista, che prevede "tempi difficili se le condizioni macroeconomiche continueranno a degradarsi". Importanti inserzionisti colpiti dall'inflazione e dall'aumento dei tassi di interesse hanno tagliato le spese per gli annunci o non figurano più fra i clienti. Inoltre, Alphabet patisce come Meta l'ascensione folgorante di TikTok. Le piattaforme del gigante di Mark Zuckerberg ne hanno copiato i formati brevi, ma faticano a trasformare questo investimento in profitti.

Il CEO Sundar Pichai
Il CEO Sundar Pichai (keystone)

"Abbiamo avuto periodi di crescita straordinaria e altri in cui ci si deve preparare per il prossimo decennio di crescita. Questo è uno di quelli", ha commentato il patron di Mountain View Sundar Pichai. L'azienda ha rallentato le assunzioni, che erano procedute a ritmo serrato durante la pandemia, e il 30 settembre contava 187'000 dipendenti.

Le sue altre attività non sono tutte in salute: la piattaforma di gioco online Stadia, lanciata tre anni fa in pompa magna, ha annunciato la chiusura un mese fa, lo smartphone Pixel 7 ha fatto segnare vendite in aumento del 129% ma ha una quota globale infima e il Google Cloud, pur facendo segnare un fatturato in forte crescita, resta alle spalle dei concorrenti di Amazon e Microsoft, che da soli rappresentano il 55% del mercato.

AFP/pon
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