Lanciato un hashtag per boicottare la multinazionale: #boycottNestle
Lanciato un hashtag per boicottare la multinazionale: #boycottNestle (Keystone)

Ucraina, Nestlé sotto pressione

Il primo ministro ucraino ha esortato il gigante alimentare svizzero a cessare tutte le sue attività in Russia

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

L'esportazione di articoli targati Nestlé in Russia è stata fermata lo scorso 11 marzo, ma non del tutto. Il primo ministro ucraino, Denys Shmyhal, ha esortato il gigante alimentare svizzero a cessare tutte le sue attività nel Paese, come hanno già fatto molti gruppi internazionali.

In un messaggio trasmesso su Twitter, il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha accusato l'azienda di incoraggiare la guerra condotta dal Cremlino.

 

Una scelta che a lungo termine potrebbe causare un grave danno di immagine del gigante svizzero. "Ho parlato con Mark Schneider, il CEO di Nestlé. Sfortunatamente, non mostra alcuna comprensione. Pagare le tasse a un Paese terrorista significa uccidere bambini e madri indifese. Spero che Nestlé cambi presto idea", sostiene il Governo.

Intanto sui social è stato lanciato un hashtag per boicottare la multinazionale: #boycottNestle.

La posizione di Nestlé

Il gigante alimentare da parte sua aveva annunciato lo scorso 11 marzo che stava sospendendo le consegne di alcuni alimenti in Russia, ma con eccezioni per beni di prima necessità come alimenti per bambini e cereali. Le consegne di beni di consumo quotidiano, come le capsule di caffè Nespresso, sono invece state sospese.

Per quanto riguarda le perdite Bloomber ha scritto che per Nestlé "la Russia è stata la fonte di 1,7 miliardi di franchi di entrate l'anno scorso, o circa il 2% del totale del fatturato dell’azienda".

Nello stesso comunicato con cui annunciava la sospensione parziale, la multinazionale ha anche detto che stava dando la priorità alla sicurezza dei suoi dipendenti in Ucraina, con i quali il gruppo è in "contatto permanente". Queste persone ricevono pacchi di cibo da Nestlé, così come anticipi sugli stipendi, assistenza amministrativa e sostegno psicologico. L'azienda di Vevey ha però anche sottolineato la sua responsabilità verso i suoi 7’000 dipendenti in Russia.

 
Gis
Condividi