Gaza sotto le bombe da ormai 20 giorni
Gaza sotto le bombe da ormai 20 giorni (reuters)

“Serve una soluzione politica”

L’intervista alla studiosa Benedeta Berti sul conflitto in corso a Gaza

“L’ostacolo principale per una tregua duratura è che dal 2007 ad oggi ci sono stati una serie di cicli di calma e violenza, con alla fine delle tregue molto simili, che non hanno però permesso di risolvere i problemi politici alla base del conflitto. Bisogna andare oltre l’aspetto militare e andare in contro alle richieste di Hamas di revoca del blocco che sta soffocando Gaza“. Lo afferma ai microfoni RSI la studiosa Benedetta Berti, dell'Università di Tel Aviv e dell'Institute for National Strategic Studies di Washington, intervistata in merito al conflitto in corso in fra Hamas e Israele nella Striscia di Gaza.

Conflitto che ha causato finora una quarantina di morti fra gli israeliani e oltre 1'000 fra i palestinesi. Gli ultimi due questo lunedì mattina quando, dopo una notte di relativa calma, un bambino palestinese di quattro anni e un 22enne sono rimasti uccisi dai colpi di artiglieria israeliana a Jabalya. Nella stessa zona sono stati sparati in precedenza quattro razzi di Hamas che, secondo radio Gerusalemme, sono caduti nella Striscia.

Per Berti, inoltre, è stato un errore da parte di Israele non aver intavolato un dialogo con il nuovo Governo di unità nazionale palestinese: "Netanyahu non accetta che vi siano esponenti di Hamas, ma volente o nolente il movimento rappresenta metà della popolazione", ha spiegato ai nostri microfoni.

Ma quel è dunque l’obiettivo dello Stato ebraico? "Israele vuole sicurezza per i suoi abitanti. Questo però non è un obiettivo strategico, che potrebbe invece essere la completa distruzione di Hamas. Ma per questo non basterebbe un’operazione militare bensì l’occupazione della Striscia: un’opzione che non ha riscontro nel mondo politico”, sostiene la studiosa.

RG/Red.MM/ATS

 
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