Bruciate le bandiere francesi
Bruciate le bandiere francesi (twitter @ChristianToday)

Ancora proteste anti-Charlie

Il mondo musulmano scosso dalle vignette di Maometto pubblicate nel "numero dei superstiti"

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L’ondata di proteste contro le vignette pubblicate nell’ultimo numero di Charlie Hebdo non si placa.

In Niger queste sono iniziate venerdì, per poi proseguire anche sabato, e hanno portato alla morte di almeno dieci persone e al ferimento di decine di altre. Oltre all’incendio del centro culturale francese di Zinder, la seconda città del paese, sono state bruciate diverse chiese. Dall'ambasciata di Francia è per altro giunto un appello affinché i connazionali non lascino il loro domicilio.

Altre manifestazioni hanno avuto luogo anche in Mali e Senegal.

A Gaza il muro di cinta del centro culturale francese – attualmente chiuso dopo essere stato il bersaglio di due esplosioni - è stato imbrattato di scritte del calibro di “Andrete all'inferno”.

Anche nella capitale yemenita di Sanaa hanno avuto luogo delle dimostrazioni davanti all’ambasciata francese. I presenti portavano cartelli sui quali si poteva leggere “Sacrifico mia madre e mio padre per il Profeta” e “L’esercito di Maometto si è svegliato”.

Manifestazioni anche in Europa

In Inguscezia – repubblica autonoma russa a maggioranza musulmana – oltre 20'000 persone hanno manifestato in segno di protesta contro le vignette ma anche per condannare l’estremismo terroristico.

RedMM/ats/afp/ansa/mrj

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