Cresce la rabbia dei catalani

Un'ottantina di feriti e una trentina di arresti a Barcellona e Girona

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Barricate, scatole in fiamme, un'ottantina di feriti, una trentina di arresti e una cinquantina di voli sospesi a Barcellona: è il bilancio della seconda notte di scontri in Catalogna, dove la rabbia per le condanne dai 9 a 13 anni di carcere di nove leader separatisti sembra non volersi placare.

 

Sono decina di migliaia le persone che hanno partecipato ad una veglia vicino agli uffici del Governo spagnolo nelle quattro province catalane. I maggiori scontri si sono però verificati a Barcellona e Girona, dove le forze dell'ordine, insultate e aggredite con oggetti, hanno caricato i manifestanti.

Nuove proteste anche a Bruxelles, capeggiate dall'ex leader della Generalitat Carles Puigdemont, sul cui capo pende ora un nuovo mandato di arresto internazionale.

"Eserciteremo di nuovo il nostro diritto all'autodeterminazione", ha minacciato il presidente della Generalitat de Catalunya, Quim Torra. Mentre il presidente catalano Roger Torrent ha invocato apertamente un nuovo referendum per l’Indipendenza catalana e chiesto un’amnistia per i separatisti condannati. 

Ancora proteste in Catalogna

Ancora proteste in Catalogna

TG 12:30 di mercoledì 16.10.2019

 
ATS/Nad
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