Dove il Covid-19 ha colpito di più

Quanto la pandemia ha influito sulla mortalità in Europa: Inghilterra, Spagna e Italia più toccati - Svizzera come la Svezia malgrado il lockdown

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Il Regno Unito più di tutti, anzi l'Inghilterra in particolare, poi Italia, Spagna, Belgio, Francia,... Il Covid-19 non ha colpito ovunque con la stessa intensità, le cifre della mortalità mostrano notevoli differenze da uno Stato all'altro. Difficile confrontare i dati internazionali, perché i criteri per finire nei quotidiani aggiornamenti dei bilanci nazionali variano da un posto all'altro, per i decessi come per i contagi.

Il sito Euromomo calcola la media delle morti settimanali paese per paese, classe d'età per classe d'età, e standardizza i dati con calcoli statistici per confrontarli al passato. Sono comprese tutte le cause di decesso, ma si evidenzia in modo chiaro dove l'arrivo della pandemia ha creato grandi anomalie rispetto al passato.

La mortalità eccezionalmente fuori norma fra gli inglesi ha una particolarità: "Abbiamo una sovramortalità negli over 65, osservata un po' ovunque, ma anche tra i più giovani. È interessante perché ci dice che la pandemia si è sviluppata in maniera diversa rispetto a quanto accaduto altrove", commenta Philippe Wanner, professore di demografia all'Università di Ginevra. "Le ragioni probabilmente sono da ricercare nella prevalenza di certi fattori a rischio, ad esempio l’alto tasso di obesità, ma anche nella presa a carico dei pazienti più poveri da parte del sistema sanitario". Proprio giovedì è uscito uno studio dell'ufficio di statistica britannico che sottolinea come le minoranze (mediamente meno abbienti) siano state particolarmente falcidiate dalla malattia: per i neri il rischio di decesso è di quattro volte superiore a quello dei bianchi, per chi ha radici in India, Pakistan o Bangladesh poco meno del doppio. Differenze significative, anche se non al livello delle sproporzioni riscontrate negli Stati Uniti.

I grafici mostrano anche una tendenza paragonabile fra Svizzera e Svezia. La prima ha applicato tuttavia misure di confinamento severe, mentre la seconda è nota per un approccio opposto, tanto che non ha nemmeno chiuso bar e ristoranti. "La Svizzera è un caso paradossale", secondo Wanner. "Abbiamo un sistema sanitario che ha tenuto, salvo qualche pressione su quello ticinese. Ma abbiamo una mortalità comunque forte rispetto alle misure prese. Si può quindi probabilmente parlare di fallimento sotto questo aspetto, questo perché le persone più a rischio come quelle anziane sono state colpite".

Il lockdown allora non ha inciso sulla mortalità? "Non abbiamo la possibilità di confrontare la Svizzera con e senza lockdown", risponde l'esperto, "ma possiamo dire che in una certa misura questo non ha protetto le categorie più esposte, per le quali servono misure più specifiche".

TG/pon
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