L'Italia resta il fanalino di coda dell'UE (ti-press)

Frenata per l'economia europea

La Commissione UE rivede al ribasso le stime di crescita per il 2019. Il PIL complessivo crolla all'1,3%. L'Italia spaventa i mercati

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La Commissione europea ha pubblicato le previsioni intermedie d'inverno (il primo dei quattro rapporti annuali), rivedendo al ribasso (-0,6%) le sue previsioni di crescita in Europa per l'anno corrente. Al posto del +1,9% annunciato in autunno, Bruxelles prevede ora una crescita del PIL dell'1,3. Per quanto concerne l'inflazione, il tasso dell'eurozona per il 2019 scenderà all'1,4% dall'1,8% che era stato previsto in autunno.

 

Da notare che il PIL della Germania - il motore economico dell'Unione - viene corretto al ribasso in misura maggiore rispetto a quello comunitario - passando dall'1,8 al 1,1% - mentre quello dell'Olanda all'1,7% dal 2,4%, con un taglio per entrambi i Paesi dello 0,7% rispetto alle ultime previsioni. E una frenata ancora più brusca è attesa per l'Italia, che resta fanalino di coda nell'UE.: nel corso dell'anno il PIL "scenderà a +0,2%, considerevolmente meno di quanto anticipato" nelle previsioni autunnali (+1,2%), scrive la Commissione.

"Oltre a fattori esterni che si ripercuotono su molti Paesi, notiamo che in Italia l'incertezza sulle politiche economiche ha avuto ripercussioni negative sulla fiducia delle imprese e sulle condizioni finanziarie", ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis.. "L'Italia ha bisogno di riforme strutturali profonde e di un'azione decisa per ridurre il debito pubblico elevato. In altre parole, politiche responsabili che sostengano stabilità, fiducia e investimenti", ha aggiunto.

ATS/M. Ang.

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