Personale medico con maschere e tute protettive, in vista del trasferimento di un paziente contagiato dal virus (keystone)

Il virus passa da uomo a uomo

Cina, confermata la trasmissione del misterioso agente patogeno. OMS: riunione d'emergenza. "Nessuno può escludere che arrivi in Europa". Sesta vittima

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E' trasmissibile da uomo a uomo il nuovo coronavirus, della stessa famiglia della SARS, comparso in Cina nella città di Wuhan, che dallo scorso dicembre ha già ucciso 6 volte (l'ultima vittima è deceduta martedì) e infettato, secondo le ultime stime, oltre 290 persone.

Nella provincia di Henan è intanto stata vietata la vendita nei mercati di pollame vivo, per evitare l'ulteriore diffondersi delle infezioni.

 

La conferma della temuta modalità di trasmissione interumana, già ritenuta verosimile dal direttore del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità italiano, Gianni Rezza, è giunta dagli esperti della National Health Commission cinese. "Nessuno può escludere che il virus arrivi in Europa", ha dichiarato Rezza.

Cresce dunque l'allerta internazionale, a pochi giorni dal Capodanno cinese, e negli aeroporti (anche internazionali) sono scattati i controlli, con misure di monitoraggio e locandine informative per i viaggiatori.

Il misterioso virus, che provoca una malattia simile alla polmonite, si sta diffondendo non solo in Cina ma anche in Thailandia, Giappone e Corea del Sud. Pochi minuti fa è arrivata la notizia di un primo caso sospetto anche in Australia. L'uomo è stato messo in isolamento nella sua abitazione. Secondo le prime informazioni sembra che fosse stato in viaggio a Wuhan, la città considerata il focolaio del virus.

Intanto, il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha convocato il Comitato di emergenza. Il pensiero corre inevitabilmente all'epidemia di SARS che, secondo l'OMS, tra il 2002 e il 2003 fece registrare 813 decessi e 8'437 contagi in una trentina di Paesi: anche in quel caso alla base dell'infezione respiratoria c'era un coronavirus comparso in Cina.

 
ATS/M. Ang./mrj
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