Sostenitori di Hezbollah in piazza
Sostenitori di Hezbollah in piazza (keystone)

Libano, gli sciiti perdono la maggioranza

Hezbollah e alleati escono sconfitti dalle elezioni, vincono i cristiani di Samir Geagea ma non si vede all'orizzonte un'alleanza di governo stabile

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Hezbollah e i suoi alleati hanno perso la maggioranza in Parlamento che detenevano dal 2018 in Libano, alla luce dei risultati definitivi delle elezioni tenutesi domenica. Dai 71 seggi del precedente legislativo, il movimento armato filoiraniano e filosiriano e i partiti a lui vicini ne hanno conservati 61 o 62 su 128 totali.

Il risultato uscito dalle urne premia invece le Forze libanesi di Samir Geagea, appoggiate da Stati Uniti, Francia e Arabia Saudita, che con 19 poltrone superano l'altra formazione cristiana di Michael Aoun, scesa da 20 a 17. I drusi di Walid Jumblatt ottengono tutti gli 8 seggi per cui erano in corsa.

Hanno ottenuto un successo anche i candidati usciti dalla società civile dopo le proteste nate dalla crisi economica del 2019: a loro va una dozzina di deputati. Il quadro complessivo uscito dalle urne promette comunque una fase di paralisi politica che non può giovare al Paese che attraverso un momento particolarmente difficile: all'orizzonte non si vede infatti una coalizione in grado di garantire a breve una maggioranza di governo che attui le riforme chieste dal Fondo monetario internazionali. I negoziati potrebbero durare diversi mesi.

Queste erano le prime elezioni anche dalla tragica esplosione che ha devastato il porto di Beirut nel 2020 e le prime senza un candidato forte uscito dalla famiglia Hariri, dopo il ritiro nei mesi scorsi dell'ex premier Saad Hariri.

La puntata di Modem sul Libano:

 
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