Un edificio distrutto negli scorsi giorni a Bakhmut, nella regione di Donetsk
Un edificio distrutto negli scorsi giorni a Bakhmut, nella regione di Donetsk (keystone)

Pioggia di bombe sul Donetsk

Sempre più intensi i bombardamenti nella regione – Sloviansk nel mirino, abitanti invitati ad andarsene – Circa 200 profughi rientrati dalla Svizzera, 40 dal Ticino

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Le forze russe hanno continuato ad avanzare nel Donbass mercoledì. I residenti di Sloviansk, prossimo obiettivo di Mosca, sono stati invitati a evacuare a causa degli intensi bombardamenti. "Il mio consiglio principale: evacuate", ha detto martedì sera Pavlo Kyrylenko, governatore della regione di Donetsk ai residenti di Sloviansk, aggiungendo che "durante la settimana non c'è stato un giorno senza bombardamenti". Poche ore prima aveva annunciato che due persone erano state uccise e sette ferite in attacchi che avevano preso di mira il mercato della città.

Con la caduta di Lysychansk domenica, le forze russe controllano ormai quasi tutta la regione di Lugansk e ora stanno cercando di fare lo stesso nella regione di Donetsk per occupare l'intero Donbass, che i separatisti filorussi controllavano parzialmente dal 2014. "Ci sono pesanti combattimenti vicino a Lysychansk", ha dichiarato martedì sera il governatore regionale di Lugansk, Sergei Gaidai. Le forze russe "cercano costantemente di costruire passaggi per trasferire ancora più materiale" nella regione di Donetsk.

Sloviansk, che prima della guerra aveva una popolazione di 100’000 abitanti, e Kramatorsk sono diventati i nuovi obiettivi chiave dei combattimenti. Martedì le truppe russe si trovavano a circa dieci chilometri da Siversk, città sotto il fuoco dell’artiglieria russa da diversi giorni, e quindi a circa 50 chilometri da Sloviansk.

Lo Stato Maggiore ucraino parla però anche di pesanti perdite inflitte dagli ucraini ai russi: "Nella direzione di Kramatorsk, i russi hanno sparato contro le infrastrutture civili nelle aree di Siversk e Gryhorivka. Le unità ucraine hanno inflitto perdite significative al nemico durante il suo tentativo di offensiva nelle aree degli insediamenti di Verkhnokamianske, Belogorivka e Gryhorivka. Gli occupanti si sono ritirati", scrive lo Stato Maggiore su Facebook, citato da Unian.

Accuse di tortura

Sempre martedì Mosca ha anche annunciato di aver avviato un'indagine sulle presunte torture subite dai suoi soldati catturati dalle forze ucraine e rilasciati in uno scambio di prigionieri con Kiev. L'Ucraina e la Russia, che hanno effettuato diversi scambi di prigionieri, si sono accusate reciprocamente di maltrattamenti e torture sui prigionieri.

 

Il ministero della Difesa russo ha anche accusato "i nazionalisti ucraini" nella regione di Donetsk, martedì sera, di preparare "un atto provocatorio con l'utilizzo di sostanze tossiche": a testimoniarlo ci sarebbero grandi quantità di cloro portate in un impianto di filtraggio minato, secondo il ministero.

Rientri in Ucraina da Svizzera e Ticino

Nel frattempo, nonostante la situazione sul terreno, c'è anche chi ha deciso di tornare in Ucraina. Dalla Svizzera sono partite all'incirca 200 persone, ma potrebbero essere di più secondo la Segreteria di Stato della migrazione. Dal Ticino i rientri volontari ufficiali registrati finora sono 40, a fronte di circa 2'800 rifugiati ucraini ospitati nel cantone. Dalla fine di aprile, secondo quanto riferito alla RSI dal capo dell'ufficio ticinese dei rifugiati Renzo Zanini, c'è stato un calo sistematico delle domande e ora ce ne sono in media 4-5 al giorno.

RG 7.00 del 06.07.2022 - Il servizio di Laura Dick
RG 7.00 del 06.07.2022 - Il servizio di Laura Dick
 

Una situazione “stabile e abbastanza tranquilla” l’ha definita Zanini, anche a livello federale, che “rimane però sempre incerta e dipendente dall’evolversi del conflitto”.

Bachelet: “Bilancio guerra intollerabile”

E sempre sul fronte umanitario, martedì l'Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet ha denunciato l'"intollerabile" bilancio civile del conflitto (quasi 5’000 morti civili accertati, tra cui 335 bambini, una stima che probabilmente è di gran lunga inferiore al bilancio reale) e le numerose violazioni dei diritti umani di cui è vittima la popolazione.

"A nome di tutte le vittime di questa guerra insensata, le esecuzioni, le torture e le detenzioni arbitrarie devono cessare", ha dichiarato al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra.

ATS/AFP/RG/dielle
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