Svizzera

Crans-Montana, “qualcosa non ha funzionato, ma sarà l’inchiesta a fare chiarezza”

Dopo la scarcerazione di Jacques Moretti e il botta e risposta tra Italia e Svizzera, prende la parola l’ambasciatore svizzero a Roma - La premier Meloni chiede una “squadra investigativa comune”

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Il bar "Le Constellation" a Crans-Montana

Il bar "Le Constellation" a Crans-Montana

  • Keystone
Di: Pa.St. 

“È innegabile che qualcosa non è stato fatto con il rigore richiesto dalle normative”. Sono le parole di Roberto Balzaretti, l’ambasciatore svizzero a Roma, che in un’intervista al giornale La Stampa prende la parola in seguito al botta e risposta tra autorità italiane ed elvetiche dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, il proprietario del bar “Le Constellation” di Crans-Montana.

In ogni caso l’ambasciatore Balzaretti sottolinea: “Non mi posso esprimere sull’operato della magistratura. Sui controlli, saranno le perizie degli esperti e l’inchiesta della giustizia a chiarire la dinamica” del rogo in cui, nella notte di Capodanno, 40 persone sono morte e 116 sono rimaste ferite.

La scarcerazione di Moretti, ordinata venerdì dal Tribunale vallesano per i provvedimenti coercitivi, ha fatto indignare le autorità italiane. Tanto che Roma ha richiamato il suo ambasciatore in Svizzera e ha chiesto “verità e giustizia”, oltre a “provvedimenti rispettosi, che tengano pienamente conto delle sofferenze e delle aspettative delle famiglie”.

Dalle colonne della Stampa, l’ambasciatore svizzero Balzaretti afferma: “La tragedia di Crans ha provocato un’emozione fortissima nelle nostre popolazioni ed è quindi comprensibile che il Governo italiano voglia continuare a seguire da vicino gli sviluppi del procedimento penale”. E aggiunge: “Il mio lavoro quotidiano è di raccogliere e spiegare in Svizzera le reazioni che in Italia suscitano decisioni prese da autorità svizzere. Sono sicuro che l’ambasciatore (italiano, ndr) Cornado farà lo stesso”.

Le autorità italiane “sanno che il nostro impegno per la verità e la giustizia è totale”

Poco dopo la decisione sulla scarcerazione del proprietario del Costellation, la premier italiana Giorgia Meloni aveva affermato che “il governo chiederà conto alle autorità svizzere di quanto accaduto” e il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva parlato di “oltraggio alle famiglie”. Sollecitato su queste dichiarazioni, Balzaretti assicura: “Conoscono l’assetto costituzionale svizzero e sanno quindi che il Governo federale non può intervenire nel procedimento penale. Però sanno che il nostro impegno per la verità e la giustizia è totale. Vogliamo la stessa cosa: piena chiarezza e giustizia”.

Già il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, sabato aveva sottolineato che “dobbiamo rispettare la speparazione dei poteri e la politica non deve interferire. La giustizia deve svolgere le sue indagini in modo trasparente e pagare eventuali errori. La stessa cosa vale sul piano politico”. E il consigliere federale Ignazio Cassis, responsabile del Dipartimento degli affari esteri (DFAE), in un post su X aveva scritto: “Come l’Italia, anche la Svizzera piange le 40 vittime e i tanti feriti della tragedia di Crans-Montana. Capiamo il dolore perché è anche il nostro dolore. Vogliamo chiarezza”.

Meloni: “Chiedo una squadra investigativa comune”

Per fare luce su quanto accaduto nella notte di Capodanno a Crans-Montana, la premier italiana Giorgia Meloni chiede formalmente che sia istituita “una squadra investigativa comune” tra Italia e Svizzera. Lo scrive domenica il Corriere della Sera. E aggiunge: “Fin dall’inizio, l’Italia ha offerto collaborazione alle autorità elvetiche per fare piena luce su quanto accaduto (...) mi rammarico che questa disponibilità finora non sia stata raccolta e che anzi le indagini abbiano conosciuto incertezze, ritardi e lacune”.

Nel suo intervento sul quotidiano italiano la premier ribadisce inoltre la sua indignazione e il suo sconcerto per la decisione di scarcerare Jacques Moretti. Una decisione - dice - “che infligge un ulteriore, indicibile strazio alle famiglie delle vittime e dei tanti feriti”.

“Il nostro sistema giudiziario funziona”

Il quotidiano italiano La Stampa ricorda che la scarcerazione di Moretti ha suscitato l’indignazione dei familiari delle vittime, che accusano il sistema giudiziario svizzero per l’esiguità della cauzione (200’000 franchi, versati da un amico di Moretti). Balzaretti assicura ai familiari che “il nostro sistema giudiziario funziona, che giudici e avvocati competenti e impegnati li aiuteranno, e che lo Stato svizzero continuerà a sostenerli”.

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Scarcerazione di Moretti, l'indignazione di Roma

Telegiornale 24.01.2026, 20:00

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