Referendum: i filorussi rivendicano vittoria netta

"A Zaporizhia i sì al 93%; a Luhansk, Donetsk, Kherson oltre il 95%" - L'ONU: "Consultazione illegittima" - Gli USA: "Kiev userà nostre armi anche nei territori annessi"

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Le autorità filorusse nella regione di Zaporizhia, nell'Ucraina meridionale, sono state le prime ad annunciare martedì sera la “schiacciante” vittoria del sì nel referendum sull'annessione alla Russia. A spoglio ancora in corso, anche da Luhansk, Donetsk, Kherson - le altre tre regioni ucraine dove è stato organizzato il contestato voto - è stata data notizia di un esito favorevole con percentuali superiori al 95%.

La commissione elettorale di Zaporizhia ha affermato che il 93,11% degli elettori ha votato per l'annessione alla Russia, dopo lo spoglio del 100% delle schede, precisando tuttavia che si tratta per il momento di risultati preliminari.

L'ONU: "Referendum illegittimi"

La validità del voto, denunciato come illegittimo da Kiev e dai paesi occidentali, è stata fortemente contestata anche dal capo degli Affari Politici dell'Onu, Rosemary DiCarlo, nel corso della riunione del Consiglio di Sicurezza: "I referendum russi si sono svolti durante un conflitto armato attivo, in aree sotto il controllo di Mosca, al di fuori del quadro giuridico e costituzionale dell'Ucraina. Non possono essere definiti un'espressione genuina della volontà popolare" ha detto DiCarlo. Aggiungendo che tali azioni "non possono essere considerate legali ai sensi del diritto internazionale".

Oltre al parere “tranchant” della ministra degli esteri francese Catherine Colonna, che li ha definiti "una buffonata", si registrano altre bocciature di peso. Così su Twitter il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha scritto di aver chiarito con il presidente ucraino Zelensky che "gli alleati sono incrollabili nel sostegno alla sovranità ucraina: i referendum fasulli indetti dalla Russia non hanno alcuna legittimità e sono una palese violazione del diritto internazionale, queste terre sono dell'Ucraina".

Nuove minacce sono giunte invece dalla Russia, poco prima che il Senato di Mosca annunciasse di essere pronto ad approvare martedì prossimo l’unione alla "madrepatria" delle zone controllate dai russi dove si sono tenuti i referendum. La Russia, ha detto il vicepresidente del Consiglio di sicurezza del Cremlino, Dmitry Medvedev, "ha il diritto di utilizzare armi nucleari, se necessario, in base alla dottrina nucleare". Lo spettro è agitato.

GLI USA: "Kiev userà le nostre armi nei territori annessi"

"Dal nostro punto di vista non cambia niente, non li riconosceremo mai", ha detto il segretario di stato americano Antony Blinken, in una conferenza stampa a Washington. "Le armi che stiamo fornendo - ha aggiunto - sono state finora usate in modo efficace dagli ucraini. Kiev ha il diritto di continuare a difendersi anche nei territori che saranno eventualmente annessi dalla Russia".

I referendum nei territori occupati "sono stati condotti in maniera trasparente". Lo ha detto l'ambasciatore russo all'ONU, Vassily Nebenzia, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza sull'Ucraina. "Il regime di Kiev - ha aggiunto - è stato focalizzato sulla distruzione della gente di questi territori con il sostegno di Ue e USA, e non ha mai rispettato gli accordi di Minsk". Il giorno della vittoria, ha detto ancora, "è un giorno che queste persone possono celebrare, non devono celebrare i fascisti".

 
Ats/Spi
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