Smog: ecco le città più letali

In Europa 125'000 morti premature a causa delle polveri fini -Allarme anche in Svizzera, preoccupa il Ticino - In cima alla lista: Brescia e Bergamo

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Uno studio ha stimato, per la prima volta, l'impatto della mortalità dovuta all'inquinamento atmosferico in più di 1'000 città europee. Se tutte le metropoli fossero in grado di eguagliare i record di qualità dell'aria della città meno inquinata della lista, si potrebbero evitare 125'000 morti premature ogni anno solo grazie alla riduzione delle concentrazioni di PM2,5 (il particolato più fine) e 79'000 decessi grazie alla riduzione di NO2 (biossido di azoto): se invece tutte le città esaminate riuscissero a rispettare i livelli di PM2,5 e NO2 raccomandati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si potrebbero evitare rispettivamente 51'000 morti da PM2,5 e 900 decessi da NO2 all'anno.

La ricerca è stata pubblicata su The Lancet Planetary Health. Il progetto è guidato dal Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal), in collaborazione con i ricercatori dello Swiss Tropical and Public Health Institute (Swiss TPH) e dell'Università di Utrecht e certifica che ben l'84% della popolazione urbana europea è esposta a livelli di polveri fini superiori ai limiti imposti a tutela della salute dall'OMS.

 

Consulta i dati per ogni città

Le prime dieci città con il più alto carico di mortalità attribuibile all'inquinamento da PM2,5 sono: Brescia, Bergamo, Karviná (Repubblica Ceca),Vicenza, Unione metropolitana dell'Alta Slesia (Polonia), Ostrava (Repubblica Ceca), Jastrzebie-Zdrój (Polonia), Saronno, Rybnik (Polonia), Havírov (Repubblica Ceca). I dati per ogni città sono consultabili sul sito www.isglobalranking.org. Per quanto riguarda, ad esempio l'area metropolitana di Berna, la media annuale è pari a 12,4 microgrammi per metro cubo di PM2,5 (posizione 579 della classifica: potrebbero essere evitati 110 morti all'anno se fossero rispettati i livelli più bassi di inquinamento. Per l'area metropolitana di Lugano, la media annuale è di 12,2 microgrammi per metro cubo di PM2,5 (posto 622 della classifica: potrebbero essere evitati 40 morti all'anno se fossero rispettati i livelli più bassi di inquinamento.

La mortalità in Svizzera

Il problema della mortalità dovuta all'inquinamento atmosferico investe anche la Svizzera. Secondo uno studio aggiornato nel 2015, l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) giunge alla conclusione che l'inquinamento atmosferico (attraverso il PM10) causa in Svizzera 2'200 decessi prematuri all'anno, per una perdita complessiva di 22'000 anni di vita. L'inquinamento dell'aria che respiriamo causa inoltre circa 12'000 casi di bronchite acuta nei bambini e circa 2'300 nuovi casi di bronchite cronica negli adulti. Infine, per gli adulti si registrano più o meno 3,5 milioni di giorni caratterizzati da una limitazione delle normali attività. Tutto ciò genera ogni anno costi per circa 6,5 miliardi di franchi.

In Ticino il doppio della soglia stabilita dall'OMS

La quantità di polveri fini stenta a scendere sotto la soglia di 25 microgrammi per metro cubo giornaliera (stabilita dall'OMS) soprattutto in Ticino dove, anche in questi giorni, è stato raggiunto e superato il primo livello di allarme (in ampie porzioni del Sottoceneri si è oltre la media giornaliera di 50 microgrammi come ben chiaro dalle misurazioni disponibili sul sito dell'Osservatorio ambientale della Svizzera italiana.

Scattano i divieti antismog in Lombardia

Da venerdì, visto che in tutta la Lombardia sono stati superati i limiti di 50 microgrammi al metro cubo di PM10, scattano i divieti antismog di primo livello nei comuni con più di 30'000 abitanti e in quelli più piccoli che hanno aderito su base volontaria.

Stop quindi ai diesel fino ad euro 4 dalle 8.30 alle 18.30, divieto di utilizzo di generatori di calore domestici a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) con emissioni inferiori o uguali a 3 stelle, e il limite delle temperature all'interno degli edifici a 19°C (con tolleranza di 2°C).

Per le autorità regionali la situazione è "meno critica rispetto al 2020, quando al 20 gennaio i giorni di superamento sono stati: 18 a Milano, 16 a Cremona e Pavia, 2 a Lecco. Nel 2021, dall'inizio dell'anno, i giorni di superamento sono 6 a Milano e 9 a Cremona e Pavia, 3 a Lecco".

M. Ang.
Condividi