I cinesi hanno criticato e protestato vivamente contro la visita a Taiwan di Nancy Pelosi (Keystone)

Taiwan: al via le manovre militari cinesi

Pechino attua massicce esercitazioni attorno all'isola, in risposta alla visita della speaker della Camera USA, Nancy Pelosi

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Non si placano le tensioni tra Taipei e Pechino. Oggi, giovedì, la Cina ha dato il via alle 12.00 ora locale (le 6.00 in Svizzera) alle più grandi esercitazioni militari organizzate intorno a Taiwan in un crescendo di tensioni in risposta alla visita sull'isola della presidente della Camera statunitense Nancy Pelosi.

Giornalisti dell'agenzia di stampa AFP hanno visto proiettili sparati dall'Esercito cinese in direzione dello Stretto di Taiwan. Ventidue apparecchi cinesi hanno attraversato la zona di difesa aerea taiwanese. Taipei denuncia anche il lancio di "diversi missili balistici". Cinque sarebbero caduti anche nella zona economica esclusiva di competenza del Giappone. Tokyo ha presentato una protesta ufficiale per questa prima, "una questione grave che riguarda la sicurezza del Paese".

Taiwan, al via le manovre militari cinesi

Taiwan, al via le manovre militari cinesi

TG 12:30 di giovedì 04.08.2022

 

I media ufficiali ricordano che si tratta "di manovre militari e d'addestramento su vasta scala" che includono lanci dal vivo di colpi di artiglieria e di missili in sei aree marittime off-limits a navigazione e sorvolo, in una prova di forza dell'Esercito popolare di liberazione (PLA). Più aree sconfinano nelle acque territoriali e interne di Taiwan, oltre che nella zona economica esclusiva del Giappone.

Intanto il capo della diplomazia dell'Unione europea Josep Borrell ha condannato giovedì le manovre militari "aggressive" della Cina, dicendo che non c'era "giustificazione" per aver usato recente la visita a Taiwan di Nancy Pelosi "come pretesto". "È normale che i parlamentari dei nostri Paesi viaggino all'estero", ha scritto Borrell su Twitter trovandosi a Phnom Penh, a margine di una riunione dei ministri degli Esteri dell'ASEAN.

I suoi omologhi dell'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (che comprende dieci Paesi) hanno avvertito che la situazione intorno allo Stretto di Taiwan potrebbe portare a "conflitti aperti", in una dichiarazione congiunta. A loro avviso la situazione "potrebbe destabilizzare la regione e alla fine potrebbe portare a errori di calcolo, gravi confronti, conflitti aperti e conseguenze imprevedibili tra le principali potenze".

 
AFP/ATS/EnCa
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