Theresa May si dimette

Lo ha annunciato la stessa premier britannica, concludendo il suo discorso quasi in lacrime: "Rammarico per non aver attuato la Brexit"

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La premier britannica, la conservatrice Theresa May, ha annunciato oggi, venerdì, le proprie dimissioni, che diverranno effettive il prossimo 7 giugno. La notizia era nell’aria tanto che i media britannici, negli scorsi giorni, parlavano di “atmosfera da fine corsa”. Il Partito conservatore sarà chiamato, nelle prossime settimane a scegliere il suo successore alla testa dei Tory e di conseguenza il nuovo primo ministro. Fino ad allora May rimane l'inquilina del numero 10 di Downing Street. Di sicuro è intenzionata a fare gli onori di casa durante la prevista visita del presidente USA Donald Trump che sarà a Londra al 3 al 5 giugno.

La premier ha espresso "rammarico" per non essere riuscita ad attuare la Brexit (a tre anni dal voto popolare) e a superare gli ostacoli che le hanno impedito di concretizzare l'uscita di Londra dall'UE rimediando diverse sconfitte parlamentari e duri attacchi sia da esponenti dell'opposizione che dagli stessi membri del suo partito. May ha quindi affidato la realizzazione della Brexit al suo successore alla guida dei Tory e del Paese. Theresa May conclude quasi in lacrime il discorso in cui annuncia le sue dimissioni da Downing Street: "Ho servito il Paese che amo", rivendica prima di girarsi e di rientrare attraverso il portoncino al numero 10.

La partenza di May, osservano alcuni analisti e media inglesi, non sembrerebbe facilitare la Brexit, visto che il futuro dirigente Tory potrebbe voler un divorzio decisamente meno morbido dall'UE. Ciò che potrebbe portare a uno scontro ancora più acceso tra Londra e Bruxelles e fors'anche a legislative anticipate in Gran Bretagna.

Nella rosa dei possibili candidati alla successione di May vengono indicati l'ex ministro degli esteri ed ex sindaco di Londra Boris Johnson, l'ex ministro per la Brexit Dominic Raab, l'attuale ministro degli esteri Jeremy Hunt così come il ministro degli interni Sajid Javid. O quello dell'aiuto allo sviluppo Rory Steward. Potenziali candidate anche l'ex ministra per le relazioni parlamentari Andrea Leadsom e la ministra della difesa Penny Mordaunt. I Tory dovranno comunque fare i conti con il risultato, che sarà pubblicato domenica, delle elezioni europee per i quali gli ultimi sondaggi danno il partito pro Brexit di Nigel Farage in forte ascesa.

ATS/ANSA/AFP/ludoC/Swing

Sale la pressione su Theresa May

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TG 20 di mercoledì 22.05.2019

 

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