Momenti di alta tensione si sono registrati anche fuori dalle mura della Casa Bianca (Keystone)

Un altro morto nelle proteste

Nuova nottata di scontri negli Stati Uniti. Una persona è deceduta nei tafferugli avvenuti ad Indianapolis, portando a tre il bilancio delle vittime

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L'arresto di Derek Chauvin, il poliziotto incriminato per la morte dell'afroamericano George Floyd, non ferma le proteste, che dilagano da Minneapolis a tutta l'America con saccheggi, incendi, tafferugli, quasi 1'400 arresti in 17 città ed un nuovo morto. Ad Indianapolis, infatti, una persona è deceduta nel centro cittadino a causa delle ferite d'arma da fuoco. Altre due persone sono rimaste ferite dai proiettili.

Il bilancio dei morti sale così a tre, dopo che nella giornata di ieri a perdere la vita erano stati un ufficiale di polizia ad Oakland e un giovane di 19 anni ferito mortalmente a Detroit.

A Washington le proteste sono giunte fino alla Casa Bianca, costringendola al lockdown, mentre il presidente statunitense Donald Trump ha mobilitato l'esercito, accusando i sindaci democratici di non saper difendere le loro città.

L'epicentro della rivolte resta Minneapolis, ma le proteste sono divampate in oltre 30 città con lo slogan "No justice, no peace", ovvero nessuna pace senza giustizia.

Momenti di tensione si sono registrati anche a New York, dove migliaia di persone sono scese in piazza a Brooklyn. Al lancio di bottiglie e sassi la polizia ha risposto con gli spray urticanti, arrestando decine di dimostranti. A Los Angeles, dove il governatore della California Gavin Newsom ha dichiarato lo stato di emergenza nella contea, sono almeno 200 le persone finite in manette.

i tafferugli sono stati registrati pure ad Atlanta, dove il governatore ha dichiarato lo stato d'emergenza allertando la guardia nazionale. Non sono mancati disordini neanche a Philadelphia, dove almeno 13 agenti sono rimasti feriti tra roghi e incursioni in negozi del centro ad opera dei manifestanti.

Not/EBe
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