Una, nessuna, centomila sostenibilità

La Commissione UE si appresta ad adottare la contestata tassonomia sulla finanza sostenibile - Per alcuni un'opera di greenwashing a beneficio di gas e nucleare

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Con la proposta di una tassonomia (cioè una classificazione) degli investimenti sostenibili che includa il nucleare e il gas, l’Unione europea rischia di finire in un vicolo cieco in cui si è infilata già in passato: essere all’avanguardia su alcuni temi, salvo poi scoprire di essere totalmente disunita al suo interno.

Innovativa è la volontà di sistematizzare un ambito sempre più “popolare”, ma molto frammentato e poco trasparente. Polarizzante la sua realizzazione, con la Francia aggrappata al nucleare, la Germania o l’Italia al gas, l’Austria o il Lussemburgo fermamente contrari a queste forme di produzione energetica.

Un caos che ha radici lontane, ci ha spiegato Ilaria Conti, responsabile area gas della Florence School of Regulation e profonda conoscitrice dei retroscena della tassonomia: “questo dibattito era nato in seno al Madrid Forum (nel 2020, NdR), il forum regolatorio del gas di tutta l’Europa e nell’agenda c’era questa proposta di tassonomia. Dal Madrid forum, ristretto a noi “fissati” della regolazione, il tema è passato poi ad altri ambiti e si svolge in altri forum, come in questo caso quello in cui si parla di finanza”.

Una sovrapposizione che secondo Ilaria Conti non giova e non ha giovato, soprattutto ai consumatori.

 

Nella discussione anche l’inclusione nella tassonomia dell’energia nucleare, inclusione che in Italia, per esempio, complice la prospettiva dei fondi per la ricostruzione europei e la presenza di un fisico al Ministero per la transizione ecologica, ha riacceso un dibattito che si era spento dopo i referendum del 1987 e del 2011.

E infine, visto che i capitali non hanno confini, anche investitori svizzeri attenti alla sostenibilità potrebbero trovarsi a sostenere la costruzione di una nuova centrale a gas o nucleare. Oggi le informazioni sulla finanza ESG sono poco trasparenti. Ce lo ha spiegato Massimo Filippini, che sul tema ha recentemente pubblicato uno studio. Di cui ci ha parlato, sempre nel telegiornale.

Alessandro Chiara
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