(ansa)

Berlusconi, "votiamo la fiducia"

"Non senza travaglio interno" maturata la decisione di fare marcia indietro

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Di fronte alle resistenza interne al Popolo della libertà e alla prospettiva che un buon numero di senatori della sua formazione scegliesse la via della defezione, Silvio Berlusconi ha ceduto: il Cavaliere è intervenuto mercoledì al Senato italiano al momento delle dichiarazioni di voto e ha annunciato, cogliendo tutti di sorpresa (il gruppo aveva deciso a larga maggioranza in mattinata di sfiduciare l'Esecutivo), che il suo partito sosterrà il Governo Letta. L'Esecutivo dunque a questo punto ha la certezza di poter contare ancora sulla maggioranza.

"Speranza che cambi il clima del paese"

''Mettendo insieme le aspettative e il fatto che l'Italia ha bisogno di un governo che produca riforme istituzionali e strutturali abbiamo deciso non senza interno travaglio per il voto di fiducia'', ha dichiarato il capo del PdL. Il suo intervento, preceduto da un piccolo problema tecnico al microfono, è durato pochi istanti ed è servito a ricordare le motivazioni che avevano spinto il PdL, dopo le ultime elezioni, ad aderire a un Esecutivo di larghe intese. "Abbiamo dato vita a questo Governo", ha detto, nella speranza che potesse servire a cambiare il clima nel paese" e "questa speranza la conserviamo ancora".

Sollievo fra i dissidenti

La mossa del leader ha rallegrato quanti gli si stavano rivoltando contro: "Sono contento", ha detto Maurizio Sacconi, uno dei 23 dissidenti, "perché il centrodestra ha fatto la scelta giusta". Alfano, unico fra i ministri, al momento dell'annuncio ha applaudito, mentre il premier Letta ha sorriso e scosso la testa.

Il PD: "Una sconfitta chiara"

Intervenuto dopo Berlusconi, il capogruppo del PD Luigi Zanda si è mostrato poco impressionato: l'improvviso voltafaccia del Cavaliere, dopo "le parole e i gesti gravissimi di questi ultimi giorni", serve "solo a nascondere la sconfitta politica, che ha un volto chiaro".

RedMM/pon


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