(©Ruben Lagattolla)

Agricoltura indigena nella foresta

Il sistema Chacra e la sua organizzazione in cooperative permette agli indigeni di muoversi nel mondo globalizzato, rispettando l'ambiente

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L’agroforestazione o agroselvicoltura è l’insieme dei sistemi agricoli che vedono la coltivazione di specie arboree e arbustive perenni, consociate a seminativi.

Tali sistemi rappresentano la migliore forma di uso del suolo, messa in pratica in particolare nei paesi della fascia tropicale ed equatoriale. Nei paesi ad agricoltura intensiva, quali quelli dell’UE, a partire dagli anni ‘50-‘60 del secolo scorso, la meccanizzazione agricola e la tendenza alla monocoltura hanno determinato una drastica riduzione dei sistemi agroforestali che erano invece la norma in passato.

Il problema principale dell'agricoltura intensiva è l'impoverimento del suolo e la riduzione della capacità di drenaggio dell'acqua. Una coltura intensiva di banane per esempio, rende superfici che in America Latina possono arrivare anche a milioni di ettari, inabili ad ospitare altre coltivazioni per anni. L'utilizzo di pesticidi, di macchine agricole pesanti che compattano il terreno e la mancanza di biodiversità, favoriscono la desertificazione, con conseguenze inevitabili sul cambiamento climatico.

Molte sono le comunità indigene che invece stanno preservando il sistema della cosiddetta Chacra, il sistema dell'agricoltura familiare. Questo sistema, organizzato in cooperative permette alle comunità di accedere ai mercati internazionali, principalmente quelli di caffè e cacao, permettendo loro delle entrate economiche, muovendosi in un mondo globalizzato, ma nel rispetto dell'ambiente.

Ruben Lagattolla

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