Il mal di mare lo portò a terra

Oliver Henry è uno tra i massimi conoscitori della lana delle Shetland, lana che avvolge la sua intera esistenza

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Definire "lanaiolo" Oliver Henry è persino riduttivo. Figlio di pescatori, 81 anni, dalle barche è sceso presto per via del mal di mare. Negli anni ’60 nelle isole Shetland l’unica alternativa alla pesca era la lana. Quella delle pecore autoctone, capaci di sopravvivere per secoli alle condizioni più avverse. Offrendo all’umanità “il tessuto più completo dell’universo”, nelle parole di Sir John Sinclair, poiché “possiede la lucentezza e la morbidezza della seta, la forza del cotone, il candore del lino ed il calore della lana”.

Più semplicemente per Henry la lana delle Shetland coincide con la sua esistenza: 51 anni di cernite accurate, fibra per fibra, per conoscerne e riconoscerne caratteristiche e qualità. Tonnellate di lana lucida è passata dalle sue mani, un mestiere antico quanto immutabile, di fatica e accuratezza. Oltre 600 allevatori locali gli vendono la propria lana, che Henry esamina, smista e rivende, in tutto il mondo. Rinnovando ogni giorno una tradizione millenaria.

Lorenzo Amuso

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