Inclusione lavorativa? Una realtà

Una ventina di ragazze e ragazzi con deficit intellettivo o down si sono ritrovati artefici del proprio destino e... non è un sogno

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"La disabilità fa paura a tutti. Con la Bottega, questa paura la si supera". A parlare è Mariolina Trapanese, presidentessa della “Bottega dei Semplici Pensieri”, un’associazione di volontariato nata nel 2012 da genitori di persone down e con lieve deficit intellettivo, preoccupati per il futuro dei loro figli dopo la fine della scuola superiore. "Ci siamo uniti per offrire loro un futuro lavorativo dignitoso, perché vogliamo che loro acquisiscano autonomia e indipendenza", spiega Mariolina.

Dell’associazione fa parte una ventina di ragazzi e ragazze, tra i 20 e i 30 anni, impegnati in diverse attività. Dall’Apecar che porta in giro aperitivi e cocktail preparati dai ragazzi, all’evento “Semplicemente Chef”, un contest di cucina davanti a chef stellati, passando per il locale “Ke Bar”, un bar interamente gestito dai ragazzi diversamente abili, all’interno della scuola Multicenter di Pozzuoli.

Oltre a queste attività, i ragazzi fanno parte del progetto “Raccogliendo mi trasformo”, in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Dipartimento di Agraria. A Castel Volturno i ragazzi frequentano il centro di sperimentazione e partecipano alla trasformazione dei prodotti agricoli, come pomodori, basilico, mais e uva, lavorando insieme ai dipendenti della cooperativa di trasformazione.

L’ultimo prodotto ottenuto dal granoturco rosso è il biscotto “Sempliciotto”, nato grazie all’appoggio della pasticceria Casa Infante.

"Da poco, abbiamo lanciato il Brindisi Solidale, un aperitivo con l’Apecar che porta in giro un messaggio di inclusione lavorativa, perché vogliamo far capire che tutti possono farcela", conclude la Trapanese.

Sara Manisera

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