Karen, tra Birmania e Thailandia

Un popolo di contadini e allevatori, oggi stanziale ma che per secoli è stato in movimento tra Stati e la cui storia si perde nel deserto

Prosegue il nostro viaggio tra popoli e tribù poco conosciuti. Dopo i falasha in Etiopia andiamo oggi a conoscere i Karen della Thailandia.

La tribù che non ama la città

Il termine “Karen” identifica un vasto gruppo etnico estremamente eterogeneo al suo interno. Le tribù Karen si dividono infatti tra Karen Pwo, Sgaw e Pa-O, ognuna con un proprio sistema linguistico che rientra, tuttavia, nella famiglia sino-tibetana. Si crede che in origine le popolazioni Karen abitassero le regioni del deserto del Gobi e del Tibet e che, successivamente, si siano spostate in Birmania dove hanno vissuto per secoli rappresentando il terzo gruppo etnico dello Stato.

 

Successivamente, circa 400mila Karen hanno attraversato il confine migrando nella vicina Thailandia. Qui vivono nelle foreste del nord del paese, nei distretti di Chiang Rai, Chiang Mai e Mae Hong Son. Dal punto di vista religioso i Karen che vivono in Thailandia si dividono tra buddhisti, animisti e cristiani, retaggio, questi ultimi, dell’attività dei missionari inglesi che dal 1830 hanno operato in Birmania. I Karen si dedicano prevalentemente all’ agricoltura, realizzando magnifiche risaie a terrazzamenti nel cuore della giungla, e all’allevamento di mucche, bufali e animali da cortile. I villaggi sono di dimensioni modeste e le abitazioni sono palafitte di legno, senza vetri alle finestre e con i servizi igienici costruiti fuori dalle case.

Valerio Maggio

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