Si riaccendono le luci rosse

I principali locali erotici del canton Ticino riaprono in questo fine settimana. C'è voglia di lavorare nel settore, ma le incognite non mancano

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Ha preso un po' alla sprovvista gli stessi imprenditori del settore la decisione del Consiglio federale di autorizzare le attività nei locali erotici e le offerte della prostituzione. Un allentamento voluto nell'ottica di una “riduzione del danno”, come ha precisato il consigliere federale Alain Berset nel corso di una conferenza stampa tenutasi lo scorso 27 maggio, in quanto di fatto molti fornitori di prestazioni non avrebbero mai veramente smesso di lavorare.

Ufficialmente comunque, tra il 6 e l'8 giugno, riaprono i principali locali a luci rosse del canton Ticino, come riportano i siti Internet di riferimento per i frequentatori di questi ritrovi. Pagine sulle quali peraltro almeno per ora solo pochi professionisti offrono i loro servizi. Prima del lockdown, che per il settore è scattato il 16 marzo, erano in 260 per un totale di 9 locali e una quindicina di appartamenti.

“Molte non hanno mai smesso di lavorare”, ci ha detto il direttore di uno di questi ritrovi, che però non ha voluto dichiararlo davanti alla nostra telecamera. “Sennò mi attiro delle antipatie nell'ambiente”, ha spiegato. In ogni caso la voglia di riaprire è fortissima, ci conferma nel video in apertura di pagina Stefano Taroni, manager del Maxim Club di Chiasso. Resta comunque l'incognita delle misure sanitarie che vanno dalla mascherina, passando per la disinfezione fino alla tracciabilità dei clienti e alla chiusura a mezzanotte. Misure che ora andranno inserite nei piani di protezione delle singole strutture e che portano a supporre che la ripartenza del settore sarà perlomeno... timida.

Le luci rosse restano spente

Le luci rosse restano spente

Il Quotidiano di sabato 06.06.2020

 
Sandro Pauli
Condividi