Anziani al volante, cambia la legge

Dal primo gennaio l’esame medico obbligatorio verrà posticipato a 75 anni. Una decisione che suscita pareri contrastanti

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Il nuovo anno ormai vicinissimo porta sempre con sé delle novità anche a livello legislativo. Una di queste è l'innalzamento dai 70 ai 75 anni dell'esame medico obbligatorio per stabilire l'idoneità alla guida. Un cambiamento deciso dalle camere federali nel 2017 e che il TCS giudica positivamente. Ma chi si batte per la difesa e i diritti delle vittime della strada sostiene che la sicurezza ne risentirà.

“Gli anziani oggigiorno sono più in forma rispetto al passato”, spiega ai nostri microfoni Peter Götschi, presidente del TCS, che aggiunge: “Inoltre, la responsabilità individuale è meglio di una falsa sicurezza data da una visita medica. E poi non c'è un rischio di incidenti significativamente maggiore per gli anziani fino ai 75 anni."

L'innalzamento del limite di età era stato chiesto in un'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale argoviese UDC Maximilian Reimann, approvata a grande maggioranza nel 2017.

Ma le critiche, appunto, non mancano. L'associazione per la difesa delle vittime della strada Road Cross teme che l'innalzamento del limite di età si traduca in minore sicurezza sulle strade. "È vero che i settantenni sono conducenti disciplinati. Ma l'anno scorso la patente è stata ritirata a 1’200 persone tra i 70 e i 74 anni che sono state giudicate inadatte alla guida dal test medico. Queste persone in futuro potranno continuare a circolare fino ai 75 anni”, lamenta il portavoce Stefan Krähenbühl.

Il TCS fa da canto suo appello alla responsabilità individuale degli anziani e offre corsi specifici per la sensibilizzazione dei guidatori più attempati ai pericoli della strada.

TG/ludoC
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