L'Associazione è stata fondata alla fine dello scorso mese di luglio e conta circa un migliaio di membri
L'Associazione è stata fondata alla fine dello scorso mese di luglio e conta circa un migliaio di membri (keystone)

Covid e terrorismo, le ragioni del no

Gli "Amici della Costituzione", promotori del referendum sulla legge Covid, contrari anche alle misure di polizia: "Introducono la presunzione di pericolosità"

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Due no, tanto alla legge Covid, quanto alla nuova legge sul terrorismo, entrambi oggetto di votazione federale il prossimo 13 giugno. A spiegare le proprie posizioni oggi, giovedì, è l’associazione Amici della Costituzione, che è stata la promotrice proprio del referendum sulla legge Covid-19.

In riferimento a quest’ultima, che prevede aiuti compensatori per circa 35 miliardi ai settori più colpiti, come già espresso a più riprese per i contrari è liberticida e dà luogo a disuguaglianze di trattamento: "Mentre le grandi imprese rastrellano profitti record nel 2020, le aziende effettivamente colpite non ricevono praticamente alcun denaro", scrivono gli Amici della Costituzione sul loro sito web. "Le PMI e i posti di lavoro vengono distrutti in molti settori". Le misure attuali sono "disastrose", dicono "e devono essere fermate".

Il comitato referendario se la prende infine anche contro la discriminazione dei non vaccinati, "privati dei loro diritti fondamentali", ma anche con la "sorveglianza di massa con tracciamento totale dei contatti".

 

Legge terrorismo: "Ogni cittadino può essere sospettato"

Per l’associazione, passando al secondo oggetto in votazione sul quale è stata presa posizione, la nuova legge sul terrorismo "sostituisce la presunzione di innocenza con una presunzione di pericolosità" e per questo va bocciata. Anche in questo caso il gruppo ha partecipato alla raccolta firme per il referendum, anche se i promotori erano i rappresentanti giovanili dei Verdi, del PS, dei Verdi liberali e del Partito pirata.

Il Consiglio federale ha certamente iniziato con le migliori intenzioni", ha ammesso alla stampa Michael Bubendorf, portavoce del gruppo per la Svizzera tedesca, "ma la definizione di terrorismo è stata ampliata al punto che ogni cittadino può ora essere sospettato".

Il rischio, secondo gli Amici della Costituzione, è che "d'ora in poi, persone come politici, giornalisti, critici, attivisti climatici impegnati e persino minori di 12 anni che hanno fatto dichiarazioni controverse possono potenzialmente essere etichettati come terroristi".

Ad eccezione degli arresti domiciliari, le misure previste saranno inoltre ordinate dalla polizia e non da un tribunale, è stato sottolineato. "Questo mina seriamente il principio cardine della separazione dei poteri, che è il motivo per cui molti agenti di polizia si oppongono al progetto di legge" ha aggiunto Bubendorf. Insomma, per il gruppo Consiglio federale e Parlamento hanno superato una "linea rossa" e hanno aperto la porta all'arbitrarietà.

Legge antiterrorismo, i contrari

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TG di martedì 13.04.2021

 
ATS/dielle
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