Analisi

Farmaci contro l’obesità, Roche vuole la sua fetta

Dopo essersi lasciato sfuggire il successo della prima ondata di farmaci a base di GLP-1, il colosso punta miliardi su una nuova generazione di terapie

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L'azienda scommette su terapie più mirate e personalizzate

L'azienda scommette su terapie più mirate e personalizzate

  • Keystone
Di: Jessica Davis Plüss, Kai Reusser (swissinfo.ch) 

Il colosso farmaceutico Roche, a inizio marzo, ha fornito aggiornamenti incoraggianti sul farmaco contro l’obesità Petrelintide, che sta sviluppando in collaborazione con la biotech danese Zealand Pharma. In uno studio di fase 2, il medicamento, somministrato tramite un’iniezione settimanale, ha raggiunto l’obiettivo primario di una perdita di peso statisticamente significativa. I partecipanti hanno perso in media il 10,7% del peso corporeo, mantenendo il risultato fino a 42 settimane, con effetti collaterali solo lievi.

Il risultato non ha però impressionato gli investitori: il giorno dopo l’annuncio, le azioni di Zealand Pharma sono crollate di un record del 35%, mentre il titolo Roche ha perso circa il 3%.

Nel panorama attuale dei farmaci contro l’obesità, una perdita di peso del 10,7% difficilmente fa notizia. Chi assume Zepbound (tirzepatide) di Eli Lilly e Wegovy (semaglutide) di Novo Nordisk hanno riferito cali di peso compresi tra il 15% e il 20%. In alcuni studi clinici su Zepbound, alcuni partecipanti hanno perso oltre il 25% del loro peso.

Il futuro, però, non sta solo nel massimizzare la perdita di peso, afferma Manu Chakravarthy, responsabile globale per lo sviluppo di prodotti cardiovascolari, renali e metabolici di Roche e uno dei dirigenti alla guida dell’ingresso del gruppo nel mercato dei trattamenti contro l’obesità.

“Non guardiamo solo al numero sulla bilancia. Ciò che conta davvero è la salute complessiva della persona” dichiara Chakravarthy a Swissinfo. “Non tutti avranno bisogno della stessa cosa nello stesso momento nel loro percorso con l’obesità e le comorbidità associate, che può durare 20, 40 o addirittura 60 anni”.

Roche è stata tra le prime case farmaceutiche a studiare i farmaci della classe del glucagon-like peptide-1 (GLP-1), ma ha abbandonato il campo dopo una serie di fallimenti nelle fasi avanzate, proprio appena prima del boom.

Avendo perso la prima ondata di successi, ora l’azienda si sta dando da fare per cavalcare la seconda, investendo miliardi nella ricerca e in accordi con piccole aziende biotecnologiche per sviluppare un ampio portafoglio di farmaci anti-obesità, nella speranza di distinguersi in un settore sempre più competitivo.

La definizione di obesità

L’Organizzazione mondiale della sanità definisce l’obesità come una malattia cronica caratterizzata da un accumulo anomalo o eccessivo di grasso che comporta un rischio significativo per la salute. Per misurarla si calcola l’indice di massa corporea (IMC) di una persona, ovvero il peso corporeo diviso per l’altezza in metri al quadrato. Un IMC superiore a 25 è considerato sovrappeso, mentre un valore pari o superiore a 30 è classificato come obesità. La soglia varia a seconda del gruppo etnico. Tuttavia, si sta dibattendo sull’opportunità d’includere anche altri criteri nelle diagnosi di obesità.

I più recenti farmaci dimagranti a base di GLP-1 in genere sono approvati per la gestione cronica del peso in persone adulte con un IMC pari o superiore a 30, o con un IMC pari o superiore a 27 unito a patologie correlate al peso come ipertensione, diabete di tipo 2 e colesterolo alto.

La scienza sta ancora cercando di comprendere l’obesità

Con un mercato in rapida espansione, lo spazio per Roche non dovrebbe mancare. Secondo uno studio pubblicato su The Lancet, infatti, entro il 2050 quasi il 60% delle persone oltre i 25 anni sarà in sovrappeso o avrà problemi di obesità, rispetto al 29% del 1990, con la crescita maggiore nell’Africa subsahariana.

Il numero sempre maggiore di decessi legati all’obesità e i costi delle cure per le persone che ne soffrono l’hanno trasformata in uno dei principali problemi di salute pubblica di molti Paesi. Secondo la World Obesity Federation, i costi globali legati al sovrappeso e all’obesità potrebbero raggiungere i 3’000 miliardi di dollari (2’380 miliardi di franchi) l’anno entro il 2030, superando i 18’000 miliardi di dollari entro il 2060.

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  • Kai Reusser, Swissinfo

Tutto questo si traduce in un’enorme opportunità commerciale per le aziende farmaceutiche. Nel 2025 le vendite del tirzepatide di Eli Lilly, commercializzato come Mounjaro o Zepbound, sono più che raddoppiate, raggiungendo i 36,5 miliardi di dollari e facendolo diventare il farmaco più venduto al mondo.

IQVIA, un gruppo di analisi e ricerca nel settore sanitario, stima che il mercato globale dei farmaci anti-obesità potrebbe crescere dai 66 miliardi di dollari del 2025 a 100-200 miliardi di dollari l’anno entro il 2030. L’ampio divario tra queste cifre è dovuto a una forte incertezza sulla possibile evoluzione del mercato, spiega Sarah Rickwood, responsabile della leadership di pensiero e delle iniziative contro l’obesità di IQVIA. Politiche, prezzi, innovazioni e preferenze dei pazienti potrebbero cambiare drasticamente le prospettive di mercato.

“Sono passati solo cinque anni dall’immissione dei moderni farmaci anti-obesità sul mercato” sottolinea. “La lotta contro questa enorme problematica sanitaria globale è solo all’inizio”.

I farmaci a base di GLP-1 più recenti hanno rivoluzionato il settore, poiché riducono l’appetito e rallentano lo svuotamento gastrico, portando a una drastica perdita di peso. Tuttavia, si stima che al momento il loro tasso di penetrazione sia inferiore al 10% della popolazione obesa idonea a livello globale, che si trova perlopiù negli Stati Uniti.

Il motivo? Semplicemente, questo tipo di farmaci non funziona per chiunque, e le donne hanno maggiori probabilità di risultati positivi rispetto agli uomini. Alcune persone, poi, hanno accusato effetti collaterali che vanno dal vomito o gonfiore addominale grave a danni renali, disturbi mentali e problemi alla vista. Inoltre, nessuno dei farmaci disponibili finora è riuscito a prevenire la perdita di massa muscolare che spesso accompagna una drastica diminuzione del peso.

In più, aumentano i dubbi sugli effetti a lungo termine dei GLP-1. C’è chi riferisce che la perdita di peso si stabilizza nel tempo, ma con il timore che interrompere l’assunzione dei farmaci comporti riprendere i chili persi. I farmaci più recenti, poi, sembrano ridurre il rischio o la gravità di alcune delle circa 200 comorbidità legate all’obesità (es. diabete di tipo 2, ipertensione e alcuni tipi di cancro) ma non di tutte.

La scienza e le case farmaceutiche, tra cui Roche, sono alla ricerca di risposte che possano portare a farmaci più mirati, in grado di garantire un vantaggio in un mercato altamente competitivo.

Poiché molte persone sono disposte a pagare di tasca propria per questi medicinali, la loro diffusione sarà influenzata anche dal prezzo e dalle preferenze dei pazienti. Al momento stanno per uscire i primi farmaci GLP-1 in forma di pillola, per cui si prevede un boom tra chi preferisce le terapie per via orale alle iniezioni. Anche la diffusione di farmaci dimagranti generici, lanciati quest’anno in alcuni Paesi, dovrebbe migliorarne l’accessibilità, specialmente nelle nazioni a basso reddito.

“Il mercato dell’obesità e le persone che convivono con questa patologia non andrebbero considerati come un blocco unico” afferma Rickwood. “Al contrario è un panorama molto complesso, fortemente segmentato in base all’indice di massa corporea, alle comorbidità singole o combinate e ad altre variabili individuali, quali l’etnia e il genere”.

L’accesso ai farmaci dimagranti in Svizzera

Wegovy (semaglutide) di Novo Nordisk è stato approvato da Swissmedic per la gestione del peso nel 2022. L’ente regolatore ha inoltre approvato Mounjaro (tirzepatide) di Eli Lilly per il diabete di tipo 2 nel 2022 e per la gestione del peso nel 2024.

Da marzo 2024, i farmaci GLP-1 per la perdita di peso vengono rimborsati dall’assicurazione di base svizzera, nel rispetto di criteri rigorosi. Oggi Swissmedic sta valutando la pillola orfoglipron di Eli Lilly.

Il piano per il sorpasso di Roche

Ora le aziende stanno facendo a gara per cavalcare la prossima onda. L’anno scorso Pfizer ha vinto una gara di offerte contro Novo Nordisk per l’acquisizione di Metsera, una piccola azienda che sviluppa farmaci contro l’obesità, in un accordo del valore di 10 miliardi di dollari. Diverse case farmaceutiche cinesi stanno sviluppando nuovi farmaci anti-obesità, alcuni dei quali sono già in fase avanzata di sperimentazione.

“L’era dell’obesità e della perdita di peso è solo agli inizi, quindi le differenze fondamentali stanno nella quantità di chili persi, nel miglioramento della salute cardiovascolare e della funzionalità epatica e renale, e nel prezzo per dose” afferma Jens Neumann, partner della società di consulenza PwC in Svizzera e coautore di un recente rapporto su come dominare la prossima era dei GLP-1. “Al momento, qualsiasi prodotto che garantisca una perdita di peso percentuale a due cifre ha una possibilità”.  

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  • Kai Reusser, Swissinfo

La strategia di Roche, però, si basa sulla previsione che il mercato passerà dall’ossessione per la massima perdita di peso possibile a un’attenzione alla salute metabolica di precisione, un approccio in cui i farmaci vengono personalizzati in base alla biologia individuale. Chakravarthy è convinto che l’azienda goda di un vantaggio sulla concorrenza grazie a una lunga tradizione nella ricerca sull’obesità, a un “approccio incentrato sui pazienti” e alla competenza diagnostica, che aiuta a identificare i fattori di rischio per l’obesità.

Per aumentare le probabilità di successo, l’azienda ha rafforzato il proprio portafoglio di farmaci con una campagna di acquisizioni da 11 miliardi di franchi, mirata a quelle che Chakravarthy ha definito “risorse uniche in grado di rispondere alle esigenze specifiche dei pazienti”.

Tutto ruota attorno al Petrelintide. A differenza dei GLP-1, che agiscono sull’appetito e sul rallentamento gastrico, il Petrelintide è un analogo dell’amilina che imita un ormone pancreatico naturale per aumentare il senso di sazietà, con effetti collaterali potenzialmente più lievi. Roche lo propone come alternativa più delicata per chi non tollera la nausea spesso associata ad alcuni farmaci GLP-1.

Il resto della pipeline di sviluppo mira a colmare altre lacune. Per chi cerca risultati più drastici, Roche sta sviluppando il CT388, un recettore GLP-1/GIP che ha visto circa metà delle persone che hanno partecipato alle prime sperimentazioni perdere almeno il 20% del proprio peso.

Inoltre, sta elaborando farmaci per affrontare le patologie associate all’obesità, tra cui il Pegozafermin per il trattamento della steatosi epatica grave, lo Zilebesiran per l’ipertensione non controllata e l’Emugrobart per combattere la perdita di massa muscolare che spesso accompagna una rapida diminuzione del peso. Infine, sta preparando una variante orale da assumere una volta al giorno per chi non gradisce le iniezioni. Secondo l’azienda, il potenziale maggiore deriva da una combinazione di questi farmaci, il cui lancio è previsto per il 2027.

Roche, però, non è l’unica a darsi da fare in questo campo. Secondo IQVIA, a ottobre 2025 i farmaci candidati per il trattamento dell’obesità in fase di sviluppo erano 193, rispetto ai 107 dell’agosto 2024. Per mantenere il proprio vantaggio, anche Novo Nordisk ed Eli Lilly stanno lavorando a terapie di nuova generazione, mirate ad alcune delle stesse lacune presenti sul mercato.

Con una serie di nuovi farmaci, Roche ritiene di poter ancora recuperare terreno, diventando uno dei primi tre attori nella lotta all’obesità.

“Non siamo in ritardo, perché non stiamo lottando per aggiudicarci una fetta della torta attualmente disponibile”, ha affermato Chakravarthy. “Stiamo cercando d’ingrandirla. Ci sono ancora tante esigenze da soddisfare”.

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Filiera farmaceutica in crisi per la guerra

Telegiornale 10.04.2026, 20:00

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