Foto d'archivio
Foto d'archivio (keystone)

Credit Suisse, mafia e prescrizione

Il TPF ha deciso che i fatti verificatisi prima del 7 febbraio 2007 non saranno esaminati dai giudici impegnati nel processo

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

I fatti verificatisi prima del 7 febbraio 2007 sono prescritti e non saranno pertanto esaminati dai giudici impegnati nel processo nei confronti del Credit Suisse e altri imputati - accusati di legami con una rete criminale bulgara. Lo ha deciso il Tribunale penale federale (TPF).

Martedì la Corte degli affari penali del Tribunale penale federale (TPF) ha anch'essa ricordato come il termine di prescrizione è di 15 anni per l'appartenenza o il sostegno a un'organizzazione criminale nonché per il riciclaggio aggravato. Quest'ultimo è valutato in base alla somma in questione e non al guadagno realizzato dagli imputati, hanno spiegato i giudici.

Nel caso in questione, sembra esserci un riciclaggio di denaro aggravato, afferma il TPF. Questo aspetto sarà ulteriormente approfondito durante il processo. Per quanto riguarda l'organizzazione criminale, si tratta di reati ripetuti che vanno valutati nella loro globalità. I giudici hanno poi chiarito che, in base alla procedura penale, la prescrizione di ciascun fatto sarà esaminata al momento della sentenza.

Il tribunale ha anche respinto le obiezioni del Credit Suisse, che miravano ad escludere dal procedimento un rapporto forense del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e tre decisioni dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA).

A processo dopo 14 anni

A processo dopo 14 anni

TG 20 di domenica 06.02.2022

Condividi