Palazzo federale (Keystone)

Diritti umani, l’istituto sarà realtà

Dopo gli Stati, anche il Nazionale ha approvato la creazione di un organismo nazionale indipendente – Contraria solo l’UDC

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La Svizzera deve dotarsi di un'istituzione nazionale per i diritti umani (INDU). Dopo il Consiglio degli Stati nel giugno scorso, oggi è toccato al Consiglio nazionale - con l’unica eccezione dell’UDC - dare il via libera alla creazione di questo organismo. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

L’organismo sarà indipendente, coinvolgerà ampie fasce della società e riceverà un sostegno finanziario dalla Confederazione. L'INDU sarà integrata nella legge federale su misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell'uomo. Attualmente, oltre 120 Paesi, compresi quasi tutti quelli europei, dispongono di un'istituzione di questo genere.

Secondo i fautori dell'INDU, quest'ultima assumerà un ruolo preventivo: entra in gioco prima che si verifichi una violazione dei diritti dell'uomo e avrà un ruolo importante nella divulgazione e sensibilizzazione sul tema. L'indipendenza dell'INDU le consentirà di cooperare non solo con le autorità a tutti i livelli statali, ma anche con le organizzazioni non governative, l'economia privata, il settore della ricerca e le organizzazioni internazionali. I suoi compiti comprenderanno l'informazione e la documentazione, la ricerca, la consulenza, l'educazione e la sensibilizzazione in materia di diritti umani - come nel caso dei bambini o delle persone disabili - nonché lo scambio internazionale. Non svolgerà mansioni amministrative, non fungerà da mediatrice e non si occuperà di singoli casi.

Per quanto attiene al finanziamento, è previsto un credito ogni quattro anni. Il Consiglio federale avrebbe preferito contributi - un milione circa secondo il governo - da definire anno per anno. I Cantoni si faranno carico dei costi infrastrutturali e l'istituzione avrà sede in una o più università.

Unica voce fuori dal coro, l'UDC ha giudicato inutile la creazione di questa nuova istituzione e ne ha criticato i costi, che potrebbero facilmente esplodere. In Austria, per esempio, un organismo simile impiega già 90 persone, con tutte le spese del caso, ha affermato Yvette Estermann (LU). Tuttavia, la sua proposta di non entrata in materia è stata bocciata per 135 voti a 54.

Il Consiglio federale ha adottato a fine 2019 il progetto di legge in materia con l'obiettivo di rafforzare il proprio impegno a favore dei diritti umani. La creazione dell'INDU figura da tempo nell'agenda politica elvetica e risponde anche a una richiesta di politica estera dell'ONU, hanno ricordato in aula diversi oratori, compreso il consigliere federale Ignazio Cassis.

ATS/dielle
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