Ginevra dopo lo choc del Salone

Le impressioni del presidente dell'evento automobilistico e di due espositori in merito all'annullamento a causa del coronavirus

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Doveva essere l’edizione del rilancio, la novantesima che avrebbe dovuto debuttare oggi, giovedì. Ma il Salone di Ginevra 2020 non si farà, complice il coronavirus. Con questo genere di rassegne in perdita di velocità negli ultimi anni, l’evento svizzero si era organizzato per cambiare passo alla svelta, abbandonando la soluzione dell’evento statico per puntare sulla mobilità, le trazioni alternative e a un maggior coinvolgimento del pubblico.

Proprio per questo nell’ottica dell’edizione di quest’anno era stata predisposta una pista di prova indoor di quasi 500 metri per consentire al pubblico di provare auto elettriche, ibride, a idrogeno in sicurezza, oltre a una serie di convegni e incontri informativi con esperti del settore auto, in grado di spiegare con parole semplici dove porta il futuro dell’auto.

Maurice Turrettini, presidente del Salone: "il futuro resta incerto"

E invece niente. Venerdì 28 l’edizione è stata annullata con effetto immediato dal Consiglio federale, come tutti le manifestazioni che coinvolgono più di 5'000 persone. Maurice Turrettini, presidente del Salone, del resto si preoccupa non poco in prospettiva futura. “Parlando chiaramente, in merito alla Fondazione del Salone e all’edizione 2021 va detto che il futuro resta incerto. Dovremo prima conteggiare l’evento di quest’anno. Stiamo ora raccogliendo tutte le cifre legate ai costi per sapere esattamente l’ampiezza dei danni”.

L’avvocato ginevrino precisa poi che il passo successivo “sarà quello di prendere contatto con gli espositori, i costruttori per sapere se vorranno venire al Salone e se sono pronti a esserci nel 2021”. Turrettini sottolinea che “non sarà facile poiché si dovrà negoziare con loro per garantirsi la loro partecipazione a Ginevra dal 4 marzo 2021”.

Il presidente del Salone ci tiene però a chiarire che da un punto di vista giuridico, un espositore che si iscrive all’evento motoristico più importante della Svizzera “accetta le condizioni di Palexpo e del Salone” e quindi che quanto pagato “non sarebbe stato rimborsato in caso d’annullamento”. La situazione è comunque delicata, poiché chi chiederà un risarcimento, pur non avendone in realtà diritto, sarà comunque un espositore che speriamo partecipi alla prossima edizione.

Il piano B di Dieter Jermann, Brand Manager Audi in Svizzera

Dal canto suo, Dieter Jermann, Brand Manager Audi per la Svizzera, ha spiegato che una volta cancellato il Salone la marca tedesca ha "spostato" le attività promozionali sulle piattaforme digitali, utili per sostenere il lancio di modelli importanti come l'A3 rinnovata che avrebbe dovuto debuttare al Palexpo. Il "piano B" di Audi consente alla marca, ha spiegato Jermann, di poter promuovere questo ed altri modelli, come le elettriche e-tron ed e-tron Sportback al meglio, anche se evidentemente l'annullamento del Salone dell'auto resta pur sempre un brutto colpo.

Giuseppe Loffredo (Mazda): "Troppo presto per fare cifre effettive"

Giuseppe Loffredo, asconese, a capo della comunicazione di Mazda (Suisse) SA, ha segnalato dal canto suo che “il fatto di aver deciso di bloccare tutto venerdì mattina non ha compromesso tutta la logistica”. Inoltre, con varie strutture esterne “è stato possibile trovare un accordo che ha permesso di recuperare l’intera somma pattuita”, anche se le condizioni prevedevano un pagamento “full” anticipato. Loffredo ha spiegato che era ancora “troppo presto per fare cifre effettive” su quanto è costato l’annullamento, ma è palese che l’aver cancellato l’edizione del novantesimo è comunque un peccato. Soprattutto considerate le nubi che si addensano sul salone ginevrino 2021.

 
EnCa/Swing
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