Sono 180 gli apicoltori svizzeri impegnati nell'operazione
Sono 180 gli apicoltori svizzeri impegnati nell'operazione (tipress)

Guerra al parassita delle api

Lanciato la lotta contro un devastante coleottero proveniente dall'Africa - La varroa fa un po' meno paura

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Individuare al più presto la presenza del piccolo "coleottero dell'alveare" per scongiurarne la diffusione. È l'obiettivo del programma "Apinella", lanciato giovedì con l'obiettivo di combattere questo pericoloso parassita proveniente dall'Africa e diffusosi nel 2014 nell'Italia meridionale.

L'operazione coinvolgerà 180 apicoltori in tutta la Svizzera, fra i quali 10 del Ticino e 26 del canton Grigioni come ha precisato l'Ufficio federale di veterinaria (USAV), da noi contattato.

Essi procederanno a controlli ogni due settimane con strumenti diagnostici e trasmetteranno le informazioni raccolte ad una banca dati centralizzata. L'analisi consentirà di disporre di un monitoraggio della situazione su scala regionale e nazionale.

L'insetto in questione - il cui nome scientifico è Aethina tumida - infesta le colonie di api e bombi e si riproduce molto velocemente. Una volta avvenuta un'infestazione, non è più possibile eliminarlo. Già pochi esemplari, in presenza di condizioni favorevoli alla riproduzione, possono provocare considerevoli danni.

Intanto in Svizzera è stabile, per il terzo anno consecutivo, la moria invernale delle api dovuta all'acaro varroa che ora fa meno paura. Buone condizioni meteorologiche e interventi mirati contro i parassiti, hanno fatto sì che la situazione sia nettamente migliorata rispetto al periodo a cavallo tra il 2011 e il 2012 quando morì quasi la metà degli insetti. Le perdite sono sempre considerevoli: in media si sono attestate attorno al 16,5 %, ma quasi la metà degli apicoltori ha ritrovato in primavera le colonie così come le aveva lasciate in autunno.

ARi/Diem

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