Consumi

Ritardi nel ritiro del latte in polvere contaminato

Scatole di alimenti per neonati potenzialmente pericolosi ancora sugli scaffali a metà febbraio, mentre le autorità avevano assicurato che non fossero più sul mercato

  • Un'ora fa
I primi richiami di prodotti in Svizzera sono cominciati all'inizio di gennaio

I primi richiami di prodotti in Svizzera sono cominciati all'inizio di gennaio

  • Keystone
Di: Maya Chollet, Yannick Bacher (RTS)/sf 

Le autorità svizzere sono state all’altezza nella gestione della vicenda del latte in polvere per neonati contaminato? A metà febbraio, l’Ufficio federale della sicurezza alimentare (USAV) assicurava che la situazione era “stabilizzata”. Eppure, un controllo effettuato in farmacia dalla RTS rivela che il problema, in realtà, non era ancora stato risolto.

Tra il 12 e il 13 febbraio, degli acquisti effettuati in 16 farmacie della Svizzera romanda hanno permesso di individuare due confezioni di latte potenzialmente pericolose, che avrebbero dovuto essere ritirate dal commercio. Le due scatole, del marchio Aptamil e prodotte da Danone, sono state acquistate in due farmacie diverse. Latti in polvere oggetto di richiamo erano dunque ancora accessibili, nonostante il rischio legato a questi prodotti.

Latte per neonati, dubbi sulla tracciabilità (A bon entendeur, RTS, 17.03.2026)

Queste informazioni sono state rapidamente trasmesse, con tanto di foto, al servizio comunicazione dell’USAV. Due giorni dopo, però, in un’intervista, una portavoce affermava: “È importante che i genitori sappiano che, se acquistano ora delle preparazioni per lattanti sul mercato, non devono temere di comprare prodotti pericolosi. Tutti i prodotti pericolosi sono stati ritirati dal mercato”.

Interrogato su questa affermazione errata, l’USAV spiega di aver basato la propria dichiarazione “sulla documentazione ufficiale ricevuta fino a quel momento dalle aziende e dalle autorità cantonali di esecuzione. Non c’era alcuna indicazione ufficiale secondo cui prodotti pericolosi si trovassero ancora sul mercato”.

L’Ufficio rimanda inoltre la responsabilità ai punti vendita, incaricati di procedere ai ritiri, e alle autorità cantonali, responsabili dei controlli a campione nel commercio. Le aziende sono tenute a richiamare i loro prodotti e l’USAV collabora con loro per pubblicare le informazioni e diffondere gli avvisi.

Mesi di ritardo

Secondo le informazioni raccolte dalla RTS, decine di migliaia di confezioni di latte in polvere per neonati sono state oggetto di richiamo in Svizzera. Ma il Paese ha impiegato diversi mesi per cogliere la portata dello scandalo, iniziato il 29 novembre 2025 nei Paesi Bassi, quando della tossina cereulide viene scoperta per caso in alcuni latti in polvere di Nestlé. Il 12 dicembre, i latti prodotti nei Paesi Bassi vengono richiamati in diversi Paesi dell’Unione Europea.

Nella Confederazione, inizialmente, il problema sembra non sussistere e Nestlé afferma che “i lotti interessati non sono stati distribuiti in Svizzera”. Solo il 5 gennaio i primi latti vengono richiamati da Nestlé anche nel Paese, seguiti da quelli del marchio Hochdorf e, infine, da Danone all’inizio di febbraio, oltre due mesi dopo la scoperta della contaminazione. Tutte queste aziende si riforniscono dallo stesso fornitore di acido arachidonico, con sede in Cina.

“Inaccettabile”

La direttrice dell’organizzazione per la difesa dei consumatori Konsumentenschutz, Sara Stalder, denuncia l’inazione delle multinazionali e dell’USAV. “Le nostre autorità hanno dovuto aspettare che le grandi aziende reagissero. È inaccettabile”, afferma. “Sappiamo che le autorità hanno talvolta avuto difficoltà a ottenere informazioni. C’è una falla da qualche parte nel sistema, una lacuna giuridica che deve essere colmata”.

L’organizzazione punta il dito contro un problema strutturale: “Le grandi aziende devono essere obbligate a fornire informazioni complete e immediate su prodotti come gli alimenti per neonati. In Svizzera, le imprese possono mancare di trasparenza e le autorità hanno le mani legate. È inammissibile”.

Sul fronte medico, la Società svizzera di pediatria deplora il fatto di essere stata informata dei richiami solo molto tardi, contemporaneamente ai consumatori.

In febbraio, l’USAV ha aperto un’inchiesta per determinare se le aziende abbiano reagito in ritardo o mancato ai loro obblighi di vigilanza, che è tuttora in corso.

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Latte in polvere contaminato anche in Svizzera

Telegiornale 09.02.2026, 20:00

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