In un contesto internazionale segnato da una profonda incertezza, la Banca Nazionale Svizzera (BNS) lascia invariata la sua politica monetaria: l’istituto mantiene il suo tasso guida allo 0%, il livello a cui si trova dal giugno 2025. Questa è la terza volta consecutiva che l’istituto guidato da Martin Schlegel opta per la stabilità. La mossa resa nota giovedì alle 9.30 nell’ambito del tradizionale esame trimestrale della situazione economica e monetaria è perfettamente in linea con quanto atteso dagli analisti.
Secondo gli esperti, considerata la bassa inflazione (0,1% in febbraio, lo stesso livello di gennaio e dicembre) non c’era ragione di agire, tanto più che l’aumento dei prezzi energetici sulla scia della guerra in Medio Oriente dovrebbe essere attutito dalla forza del franco. La BNS decide normalmente sui tassi a ritmo trimestrale: il prossimo esame della situazione è in programma il 18 giugno.
Come sempre la Banca Nazionale deve inoltre guardare pure ad altre realtà. Ieri, mercoledì, la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi e continua a prevede per quest’anno una sola riduzione del costo del denaro. Sempre stamani è prevista pure la riunione della Banca Centrale Europea (BCE), che dovrebbe mantenere la rotta attuale.
La BNS deve inoltre ponderare bene le sue mosse, evitando di prestare il fianco all’accusa, da parte degli Stati Uniti, di manipolare le valute, in un momento delicato in cui Berna cerca di negoziare un nuovo accordo commerciale con Washington, in un quadro caratterizzato da grande insicurezza sui dazi.
Come si ricorderà, dopo un lungo periodo di tassi negativi (2015-2022), per frenare la progressione dei prezzi la BNS tra il 2022 (inflazione media annua al 2,8%) e il 2023 (rincaro al 2,1%) aveva proceduto a cinque aumenti del tasso guida, che era così salito dal -0,75% al +1,75%. Nel 2024, constatando che l’inflazione era tornata sotto il 2%, l’istituto aveva cominciato nuovamente ad abbassare il costo del denaro, procedendo a sei tagli consecutivi fino a metà 2025 quando il tasso guida è stato azzerato. Ora la banca ha optato per lo status quo.
BCE: tasso invariato al 2%, inflazione prevista in salita al 2,6%
La Banca centrale europea (BCE) ha mantenuto, come da previsione e per la sesta volta di fila, i tassi d’interesse fermi. Il tasso sui depositi resta così al 2%, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. La guerra in Medio Oriente pesa anche sul tasso di crescita per il 2026 che è stato rivisto al ribasso: la BCE lo ha abbassato allo 0,9% (rispetto all’1,2% di dicembre).
“Il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici”, si legge nel comunicato della BCE che accompagna la decisione sui tassi. “Nello scenario di base l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 2,6% nel 2026 (in precedenza 1,9%, ndr), al 2,0% nel 2027 e al 2,1% nel 2028”, scrive l’Istituto di Francoforte nelle sue nuove previsioni.

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Notiziario 19.03.2026, 10:00
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