Il 25enne Andri Silberschmidt ha soffiato il seggio al direttore dell'USAM Hans-Ulrich Bigler
Il 25enne Andri Silberschmidt ha soffiato il seggio al direttore dell'USAM Hans-Ulrich Bigler (Keystone)

Il Nazionale più giovane di sempre

L'età media dei 200 eletti alla Camera del popolo è di 49 anni. Le donne al 42%. La partecipazione più bassa dal 1995

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Gli svizzeri hanno eletto domenica il Consiglio nazionale più verde della storia, ma pure il più femminile e il più giovane. L'età media dei parlamentari per la legislatura 2019-2023 è di esattamente 49 anni, contro i 50,3 della precedente. Il deputato più giovane ha 25 anni, il più anziano 72, secondo i dati forniti dall'Ufficio federale di statistica (UST).

Nel 2011 l'età media era di 50,2 anni, mentre nel 2007 di 51,4. Solo due volte si era scesi sotto i 50 anni, nel 1991 (49,7) e nel 1987 (49,8).

RG 12.30 del 21.10.19: il servizio di Maria Jannuzzi sul Parlamento più giovane della storia elvetica
RG 12.30 del 21.10.19: il servizio di Maria Jannuzzi sul Parlamento più giovane della storia elvetica
 

Il calo dell'anzianità è strettamente legato alla forte progressione dei Verdi e dei Verdi liberali. I primi hanno infatti l'età media più bassa della Camera, 44,8 anni, mentre i secondi arrivano a 48. Anche i socialisti sono sotto la media, con 47,1, così come la Lega (45) e l'UDF (48), che però dispongono di un solo rappresentante ciascuna.

RG 12.30 del 21.10.19: la corrispondenza da Berna di Alan Crameri sul futuro del PBD
RG 12.30 del 21.10.19: la corrispondenza da Berna di Alan Crameri sul futuro del PBD
 

Ad alzare la media sono soprattutto l'UDC (49,6), il PLR (50,6) e il PPD (51,8), ma pure il PEV (51) e, soprattutto, il PBD (56), anche se hanno solo tre deputati a testa.

Il più giovane consigliere nazionale è il PLR zurighese Andri Silberschmidt (25), mentre il più anziano è l'UDC vodese Jean-Pierre Grin (72).

Il numero di deputati con meno di 30 anni è quasi raddoppiato dal 2015, passando da 4 a 7. Quello dei rappresentanti che vanno da 60 a 69 anni è calato di 8 unità, da 39 a 31. I meno di 30 anni (7) e gli over 70 (1) continuano ad essere sottorappresentati alla Camera del popolo rispetto alle stesse categorie della popolazione svizzera. La fascia d'età più numerosa è quella fra i 50 e i 59 anni (74), davanti ai 40-49enni (51) e ai 30-39enni (36).

1979: Daniel Brélaz con Yvette Jaggi al momento della sua storica elezione in Nazionale
1979: Daniel Brélaz con Yvette Jaggi al momento della sua storica elezione in Nazionale (Keystone)

La decana della Camera è la democristiana argoviese Ruth Humbel che sedendo al Nazionale dal 2003 vanta la presenza ininterrotta più lunga tra i 200 eletti. Di ancor maggiore esperienza c'è però l'ecologista vodese Daniel Brélaz. L'ex sindaco di Losanna finora ha totalizzato quasi 18 anni di Camera bassa, ma non continuativi. È arrivato per la prima volta a Berna nel 1979 quale primo verde eletto in un Parlamento al mondo. Ha seduto al Nazionale dal 1979 al 1989, poi dal 2007 al 2011 e nuovamente dal 2015. Sia Ruth Humbel sia Daniel Brélaz perderebbero il primato nel caso in cui l'ecologista Maya Graf che dal 2001 occupa un seggio al Nazionale dovesse vincere ballottaggio per gli Stati a Basilea Campagna.

Mai così tante donne

RG 12.30 del 21.10.19: la corrispondenza di Elisa Raggi sul primato femminile
RG 12.30 del 21.10.19: la corrispondenza di Elisa Raggi sul primato femminile
 

Le donne che siederanno al Consiglio nazionale nella prossima legislatura (anche se qualcosa potrà ancora cambiare dopo i ballottaggi agli Stati, per esempio se Marina Carobbio Guscetti dovesse farcela in Ticino) sono 85. Un numero senza precedenti. In totale rappresentano il 42,5% dei deputati, contro il 32% dell'ultima legislatura. Dal 2003 è una progressione continua, di solito di 3-4 punti a legislatura, stavolta più consistente. Agli Stati, cinque "senatrici" sono già state elette e ci sono buone probabilità di superare le sette del 2015 dopo i secondi turni, anche se sei delle uscenti non si ripresentavano.

La terza partecipazione più bassa

La partecipazione alle elezioni federali 2019 è stata del 45,1%. Si tratta del terzo peggior dato dal 1971, data di introduzione del diritto di voto alle donne, emerge dai dati pubblicati nella notte dall'Ufficio federale di statistica (UST). Rispetto a quattro anni or sono si è assistito a un calo di 3,4 punti percentuali.

Per tornare a un valore analogo a quello di quest'anno occorre risalire al 2003 (45,2%). Il record negativo dal 1971 è il 42,2% del 1995.

Elezioni federali il giorno dopo

Elezioni federali il giorno dopo

TG 12:30 di lunedì 21.10.2019

Per saperne di più

L'esito delle elezioni analizzato da Modem con Muriel Ballaman RTS), Giovanni Galli (Corriere del Ticino) e Stefano Guerra (La Regione).

Modem del 21.10.2019: confermata l’avanzata verde
Modem del 21.10.2019: confermata l’avanzata verde

 

Diem/ATS
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