L’identikit dei nuovi contagiati

Giovani, professionalmente attivi. Sembrano risparmiate le persone vulnerabili. Per questo le nuove ospedalizzazioni non sembrano per ora aumentare

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Il numero dei casi confermati di Covid-19 in Svizzera torna ad aumentare: tra giovedì e venerdì sono stati 58, 110 quelli registrati nelle ultime 48 ore. A questo aumento dei contagi, tuttavia, non sembra per ora seguire un aumento delle ospedalizzazioni. Sono infatti poche le persone che vengono ricoverate, ci conferma il presidente della Società svizzera di medicina intensiva, Thierry Fumeaux: “Basandoci sui nostri dati, non assistiamo al momento a un aumento di ricoveri in ospedale e nei reparti di terapia intensiva. Non ci sono segnali che assicurano un aumento, continua Fumeaux, ricordando però che “i ricoveri seguono un ritardo da 9 a 10 giorni rispetto ai nuovi contagi.”

E la conferma arriva anche dall’Ufficio federale della sanità pubblica, “Le persone in cure intensive  continuato a diminuire, ad oggi abbiamo 22 persone che sono ricoverate nelle terapie intensive in Svizzera per covid 19”, spiega Virginie Masseray, portavoce dell'USFP.

È presto per fare bilanci ma una spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che ad essere colpite sono le persone meno vulnerabili. “Sì infatti la maggior parte dei nuovi contagiati sono sulla trentina, in una fascia d’età che va tra i 20 e 40 anni. Sono in prevalenza persone professionalmente attive. Ed è possibile che le persone vulnerabili abbiano interiorizzato le misure sanitarie da prendere. E stiano più spesso a casa e incontrino meno persone.”

E dall’apertura delle frontiere il 15 giugno scorso, sono ancora pochi in Svizzera i contagi importati. "La maggior parte dei casi ha contratto il Covid in Svizzera. Al momento la percentuale è bassa. La guardia comunque rimane alta.

Mattia Pacella

TG-Mattia Pacella
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