La pandemia in grafici

Per capire meglio l’evoluzione della seconda ondata di nuovo coronavirus in Svizzera

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Tutta l’Europa si trova nel pieno della seconda ondata di diffusione del nuovo coronavirus. La Svizzera non fa eccezione, anzi, è uno dei Paesi con il maggior numero di casi in rapporto alla popolazione.

Venerdì l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha comunicato di aver registrato nella sua banca dati altri  9'207 casi (154'251 dallo scorso febbraio), nonché altri 52 decessi e 279 ospedalizzazioni per Covid-19.

 

Ed è proprio il fronte dell’aumento dei ricoveri e della conseguente pressione sul sistema sanitario, quello che preoccupa maggiormente le autorità federali e cantonali. In tutto il Paese si assiste dall'inizio di ottobre ad un forte aumento delle ospedalizzazioni e vari cantoni, soprattutto in Romandia, hanno già lanciato l’allarme: i malati nei reparti sono sempre di più e siccome l’aumento dei ricoveri segue di almeno un paio di settimane quello delle infezioni, sono diversi i nosocomi che temono la saturazione delle terapie intensive e la chiusura di altri reparti per garantire la presa a carico dei pazienti affetti da Covid-19.

 

La salvaguardia del sistema sanitario è il principale motivo per il quale il Consiglio federale e vari Consigli di Stato hanno varato misure restrittive: bisogna schiacciare la curva dei contagi per ridurre e dilatare nel tempo le persone da prendere a carico.

La situazione in Ticino e nei Grigioni

Venerdì, nei Grigioni sono stati registrati altri 103 casi (un record) e altre 2 ospedalizzazioni (38 le persone attualmente ricoverate). 

 

In Ticino i nuovi casi di coronavirus sono 346. Giovedì si era toccato il picco di 380 casi: neanche all’apice della prima ondata si sono registrati così tante infezioni giornaliere, ma è anche vero che la scorsa primavera si testavano solo le persone con sintomi evidenti, mentre oggi la diagnostica a tappeto è uno degli strumenti cardine per contrastare la diffusione del virus.

 

Anche nel Cantone a sud delle Alpi gli occhi sono puntati sul crescente numero di ospedalizzazioni. Il numero dei pazienti ricoverati negli ultimi 15 giorni si è moltiplicato per quasi 10 volte: dai 14 del 15 di ottobre ai 139 di oggi.

 

I numeri sono ancora contenuti, ma potrebbero esplodere nelle prossime settimane. In Ticino, il piano di intervento è operativo: il sistema sanitario si sta riorganizzando ed è pronto ad aumentare progressivamente le proprie capacità.

 
Covid, pronti all'emergenza

Covid, pronti all'emergenza

Il Quotidiano di giovedì 29.10.2020

 

Giovedì, durante la conferenza stampa del Dipartimento della sanità e della socialità, gli addetti ai lavori hanno confermato che allo stato attuale, in Ticino, circa il 3,5% delle persone sottoposte a un test vengono poi ricoverate e che solo il 5% dei contagiati sviluppa sintomi gravi.

 

Una percentuale bassa, ma che tuttavia preoccupa medici e autorità politiche. Il perché lo ha spiegato chiaramente il dottor Mattia Lepori, vicecapo dell’area medica dell’EOC: "L’aumento dei contagi avviene in maniera esponenziale, se un quarto dei ticinesi si ammalasse nell’arco di 12 settimane (è la durata stimata di una pandemia influenzale, ndr.) avremmo 5'000 ricoveri: nessun sistema sanitario può far fronte ad un così alto numero di ospedalizzazioni”.

 

Svizzera fra i focolai d'Europa

In questi giorni si è parlato molto anche dell’incidenza dei contagi, ovvero del numero di persone positive ogni 100'000 abitanti. L’aumento dei casi interessa tutti i cantoni Svizzeri, ma non in maniera omogenea. Sono infatti soprattutto quelli della Svizzera romanda ad essere più colpiti da questa seconda ondata:

 

La Svizzera, inoltre, negli ultimi 14 giorni ha avuto un'incidenza più alta rispetto a tutti gli Stati confinanti e in Europa è uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia.

 

Una situazione che ha spinto il Consiglio federale a modificare i criteri per definire gli Stati e le regioni esteri ad alto rischio di contagio per i quali viene imposta la quarantena al rientro: ora sono solo quelli che hanno un’incidenza di 60 superiore di quella Svizzera. Una scelta che ha praticamente svuotato la lista che fino a oggi comprendeva novanta nomi (c’erano 29 regioni di Italia, Austria e Francia e 61 Stati esteri).

Nella nuova lista figurano solo tre regioni francesi (Alta Francia, Île de France e Polinesia) e quattro Paesi: Andorra, Armenia, Belgio e Cechia. Sono le uniche nazioni dove attualmente il coronavirus circola in modo maggiore rispetto alla Confederazione.

Solo 4 paesi sulla lista

Solo 4 paesi sulla lista

TG 20 di mercoledì 28.10.2020

ludoC/Diem/pon
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