Alla fine ha prevalso il no, il tradizionale resta (keystone)

Migros dice di no all’alcol

I soci della cooperativa hanno votato a stragrande maggioranza per il mantenimento del divieto di vendita – Ticino e Vallese i più propensi al cambiamento

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

I soci della cooperativa Migros hanno votato a stragrande maggioranza per mantenere il divieto volontario di vendita di alcolici che il gigante arancione della vendita al dettaglio ha osservato nei suoi negozi e ristoranti fin dalla sua creazione, introdotto per volontà del fondatore Gottlieb Duttweiler. Ciascuna delle dieci cooperative regionali ha rifiutato la proposta, si legge in un comunicato di giovedì.

Migros Ticino con il 45% di sì alla vendita di alcolici e Migros Vallese con il 40% sono stati i più propensi al cambiamento. Migros Zurigo e Migros Aare, invece, hanno votato all'80% a favore del mantenimento dello statu quo. Anche Migros Neuchâtel-Friburgo e Migros Vaud erano fortemente contrari, rispettivamente con quasi il 75% e il 69%.

La discussione ha animato gli ultimi mesi e il possibile cambiamento è stato molto discusso in tutta la Svizzera, considerato che la decisione ha riguardato 2,3 milioni di socie e soci. Il divieto di consumare alcolici alla Migros, fondata nel 1925, è in vigore dal 1928.

Concretamente alla consultazione, durata sino al 4 giugno, hanno preso parte 615'700 soci (voti validi), un numero record. "Sono cifre che dimostrano in modo impressionante il grande attaccamento della popolazione a Migros e ai suoi valori democratici", afferma Ursula Nold, presidente dell'amministrazione della Federazione delle cooperative Migros (FCM), citata in un comunicato.

Da parte sua la presidente dell'assemblea dei delegati della FCM Marianne Meyer rileva che "l'impulso a rimettere radicalmente in discussione il divieto di vendita di alcolici nei negozi è venuto dalla base e non dalla dirigenza". "Ora le nostre socie e i nostri soci hanno preso una decisione inequivocabile: una cosa del genere è possibile solo nella Comunità Migros", aggiunge.

In tutte le regioni ci sarà comunque un evidente cambiamento nell'assortimento di filiali, ristoranti e take away: dal 2023 vi verrà infatti offerta la birra analcolica Migros con il marchio "NON", un prodotto che secondo l'azienda è "un simbolo visibile della democrazia Migros". Nella realtà ormai da anni Migros vende comunque alcolici attraverso società controllate come Migrolino o Denner.

Un po’ di storia

Per gli amanti della storia economica va anche ricordato che il fondatore dell'azienda Gottlieb Duttweiler non era di per sé contrario a vendere alcol e anzi, all’inizio della storia di Migros il famoso imprenditore fu infatti a un passo dall'entrare nel business del vino, potendolo proporre a un prezzo molto basso (58 centesimi al litro). Rinunciò fra l'altro per non inimicarsi le donne e le casalinghe, sue alleate contro gli allora poteri forti, che soffrivano del fatto che molti uomini spendevano il loro salario all'osteria.

Le donne erano infatti le più importanti - e quasi le uniche - alleate di Duttweiler, in un momento in cui le potenti imprese concorrenti e le autorità lo perseguitavano a causa della sua aggressiva strategia dei prezzi e dei suoi metodi di marketing non convenzionali. Nel frattempo molto è cambiato e oggi Migros è un colosso del commercio al dettaglio.

Oltre che sulla questione degli alcolici, come ogni anno le socie e i soci hanno votato nelle scorse settimane anche sul bilancio annuale e sull'impiego dell'utile di bilancio della propria cooperativa. Inoltre, si sono espressi su una modifica degli statuti per l'esercizio digitale dei diritti di socio e quindi sulla futura possibilità di votare online.

Migros ancora senz'alcol

Migros ancora senz'alcol

TG 12:30 di giovedì 16.06.2022

 
ATS/dielle
Condividi