Si diffonde molto velocemente (keystone)

"Potrebbe ammalarsi uno svizzero su due"

L'esperto della Confederazione Richard Neher sull'ondata di casi con Omicron, che potrebbe concludersi per fine gennaio

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La metà della popolazione svizzera potrebbe ammalarsi di Covid-19 nel giro di qualche settimana. Lo afferma alla SonntagsZeitung Richard Neher, membro della task force della Confederazione. Affinché ciò si verifichi, spiega, è sufficiente che la variante Omicron continui a diffondersi al ritmo attuale. Un livello di 30'000 contagi al giorno è verosimile per gennaio, ha detto Neher in un'intervista al domenicale svizzero-tedesco.

Stando a quanto emerge dai primi dati britannici e sudafricani, la più recente mutazione del coronavirus è "un po' meno coriacea delle altre", riconosce il ricercatore in virologia e biofisico dell'Università di Basilea. La quantità di ricoveri non è tuttavia di poco conto e "non abbiamo più molto margine di manovra negli ospedali", sottolinea il membro della task force.

Ignazio Cassis
Ignazio Cassis (keystone)

Se anche solo una piccola parte delle persone contagiata è ricoverata, una valanga di infezioni in breve tempo può rapidamente provocare la saturazione del sistema. Per evitare una grave crisi a suo avviso bisogna dunque "frenare subito la propagazione". Il Consiglio federale ha pronto un nuovo pacchetto di misure, che prevede anche delle chiusure, ma ha rinunciato finora a metterlo in atto e il nuovo presidente della Confederazione Ignazio Cassis, ex medico cantonale ticinese, sul SonntagsBlick ribadisce che la situazione nei nosocomi "è ancora gestibile". I dati che emergeranno nei prossimi giorni saranno "decisivi", gli fa eco il presidente della Conferenza dei direttori della sanità Lukas Engelberger sulla SonntagsZeitung.

Il vicepresidente della task force federale Urs Karrer
Il vicepresidente della task force federale Urs Karrer (keystone)

È importante non sottovalutare Omicron, avverte però sulla NZZ am Sonntag il vicepresidente della task force Urs Karrer. "La nostra maggiore preoccupazione è dover trattare molti pazienti affetti da Covid-19 in gennaio e febbraio con gli effettivi ridotti, poiché il personale sarà malato, in isolamento o in quarantena", spiega.

Tornando a Neher, in conclusione, l'esperto ritiene che l'ondata peggiore di Omicron possa essere conclusa entro fine gennaio. Da un certo momento al virus cominciano infatti a mancare persone da infettare, come sta attualmente succedendo in alcune regioni del Sudafrica. Non scomparirà e ci terrà ancora impegnati il prossimo inverno, prevede l'esperto, "ma non al punto da causare una nuova crisi".

ATS/pon
Condividi