Le porte dei negozi dovrebbero riaprire (keystone)

Riapriranno negozi, musei e zoo

Il Consiglio federale propone le prime riaperture dal 1° marzo, ristorazione esclusa - Decisione definitiva fra una settimana dopo consultazione

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Negozi, musei e zoo potranno aprire i battenti a partire dal 1° marzo, ma non bar e ristoranti: è quanto discusso oggi, mercoledì, dal Consiglio federale, che in conferenza stampa ha esposto le riaperture messe in consultazione fra i cantoni. Una decisione definitiva su questa prima tappa degli allentamenti sarà presa la prossima settimana.

Contagi, ospedalizzazioni e decessi sono in calo, ma, ha avvertito Alain Berset, potrebbero tornare a crescere per effetto delle mutazioni diffuse sul territorio elvetico e "si è vuole evitare un effetto yo-yo, con riaperture seguite da nuove chiusure". Si è deciso di autorizzare attività dove il rischio di infezione è minore, un "rischio calcolato" ha precisato il ministro dell'interno: nei commerci, nei musei, nelle sale di lettura delle biblioteche e nei giardini zoologici e botanici sarà dunque obbligatoria la mascherina e il numero di persone ammesse sarà limitato per garantire il rispetto delle distanze.

All'esterno sarà nuovamente possibile incontrarsi in gruppi fino a 15 persone. Le istallazioni sportive all'esterno, come campi da calcio, piste del ghiaccio e campi da tennis, saranno pure riaperte, ma per gruppi di cinque persone al massimo alla volta e anche in questo caso con la mascherina. Le competizioni fra adulti restano vietate, tranne quelle professionistiche come finora. E come finora, i giovani potranno approfittare di facilitazioni in ambito culturale e sportivo: l'età massima per usufruirne sarà portata da 16 a 18 anni.

 

"So che in molti si aspettavano di più e capiamo l'impazienza di commercianti, operatori culturali, sportivi e ristoratori", ha detto il presidente della Confederazione Guy Parmelin, ma si è optato per un allentamento graduale per non "rendere vani i progressi fatti finora". Togliere tutte le misure sin da subito "sarebbe stato irrealistico".

Quello che non cambia: rimane in vigore l'obbligo di lavorare da casa dove possibile e soprattutto resteranno chiusi ristoranti e bar, dove i contatti sono più prolungati. Un ulteriore allentamento sarà poi possibile da aprile se la situazione epidemiologica lo permetterà e se la campagna di vaccinazione che - ha ammesso Berset - avanza più lentamente di quanto si vorrebbe. Si potrebbe allora pensare anche di permettere eventi sportivi o culturali con pubblico limitato e alle terrazze dei ristoranti. Il Consiglio federale non ha voluto stabilire automatismi, ma ha dato alcune indicazioni: ulteriori aperture dipenderanno da un tasso di positività al di sotto del 5%, meno del 25% dei posti in cure intense occupati da pazienti COVID-19 e un tasso di riproduzione inferiore a 1 sull'arco di una settimana. Inoltre, l'incidenza dei contagi su 14 giorni in base alla popolazione dovrà essere, il 24 marzo, inferiore a quella del 1° marzo.

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ATS/pon
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