Piazza federale martedì mattina (RTS)

"Serve il dialogo, non la forza"

Il parere del costituzionalista Markus Schefer sulle proteste non autorizzate dei manifestanti pro clima in Piazza federale

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La cronaca. Gli attivisti pro clima che da ieri occupano Piazza federale a Berna hanno dichiarato di "non essere impressionati" dall'ultimatum delle autorità cittadine e non sembrano intenzionati a spostarsi.

A Berna, continuano a tener banco le polemiche per l'occupazione illegale di Piazza federale da parte dei manifestanti per il clima. Una protesta illegale e non autorizzata. Come gestire questa situazione? Come procedere? La piazza va sgomberata? Domande che abbiamo rivolto al professore di diritto costituzionale all'università di Basilea Markus Schefer:

“Prima di tutto va detto che in questo caso si applica la legge sulle manifestazioni della città di Berna, che vieta le manifestazioni sulla Piazza federale durante le sessioni del parlamento. Nel frattempo il divieto è stato leggermente allentato, sono permessi eventi fino a 15 persone. Ma ci si può chiedere se un simile divieto sia giustificato.”

E se lo chiedono in molti oggi in parlamento - soprattutto da sinistra - lei prof. Schefer, come la vede?

“Bisogna garantire che il funzionamento del Parlamento non venga disturbato, questo è importante. Ma non è un interesse legittimo difendere i parlamentari dall'essere esposti a opinioni che non condividono. Quindi credo che andrebbero vietate manifestazioni che impediscono i lavori del Parlamento, ad esempio per il troppo rumore, ma se ciò non è il caso si potrebbero cercare soluzioni per allentare le attuali regole molto rigide.”

 

Tuttavia, questa manifestazione non è permessa, è illegale. Torniamo alla domanda... che fare?

“Il fatto che una manifestazione venga svolta senza l'autorizzazione necessaria non significa che possa essere sciolta. Una dispersione entra in linea di conto solo se è proporzionale, necessaria per garantire il funzionamento del Parlamento e se non avviene con metodi troppo incisivi nei confronti dei manifestanti. Quindi le autorità devono cercare il dialogo con i manifestanti, non certo intervenire in forza con la polizia, ma dar loro la possibilità di sgomberare da soli la piazza.”

I manifestanti non sembrano però per nulla intenzionati ad andarsene. Anzi cercano volutamente il confronto, fa parte della loro annunciata strategia di disobbedienza civile. Siamo di fronte a qualcosa di nuovo?

“No, non è un fenomeno nuovo. Molti si ricorderanno ad esempio delle molte manifestazioni in seguito all'incidente nucleare di Cernobyl, e poi in molti altri frangenti, la Svizzera ha una lunga tradizione di disobbedienza civile. L'importante è che l'autorizzazione non dipenda dal fatto se le autorità condividono o meno le opinioni espresse dai manifestanti. Certo è una sfida per chi è chiamato a far rispettare la legge, non si possono ignorare le regole ma nemmeno intervenire con una durezza sproporzionata.”

Radiogiornale-Gianluca Olgiati
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