Una bandiera svizzera lanciata da uno sbandieratore a Engelberg (keystone)

Turismo interno col vento in poppa

La richiesta degli svizzeri per trascorrere le vacanze nelle località elvetiche rimane alta, ma la bassa affluenza dei turisti stranieri pesa sui pernottamenti

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La seconda estate di pandemia conferma la tendenza degli svizzeri a trascorrere le vacanze nel proprio Paese. Tuttavia, c'è ancora un divario importante tra le regioni di montagna e quelle urbane, che faticano ancora a tornare ai livello pre crisi. A dirlo è un'analisi di Svizzera Turismo, che se da una parte sottolinea la forte domanda interna, dall'altra registra ancora una bassa presenza di viaggiatori stranieri.

Per quanto riguarda i pernottamenti negli alberghi, l'organizzazione stima un calo del 5% rispetto al 2020, cifra che si traduce in 250 milioni di franchi di valore aggiunto in meno per il settore, e su cui pesano gli effetti del periodo invernale trascorso.

Martin Nydegger, direttore di Svizzera Turismo, ha dichiarato che comunque ci si aspetta un ritorno "graduale" dei turisti europei. Secondo le stime del centro di ricerca economica KOF, i visitatori tedeschi e francesi dovrebbero aumentare rispettivamente del 15% e del 20% quest'anno rispetto al 2020. Ma questo aumento sarà controbilanciato dal fatto che molti svizzeri, grazie all'allentamento delle restrizioni, torneranno a viaggiare all'estero.

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ats/eb
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