A disposizione 10 miliardi per quattro anni (keystone)

Un paracadute per il settore elettrico

Il Consiglio federale corregge e invia alle Camere il suo progetto per proteggere le aziende di importanza sistemica in caso di crisi

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Il Consiglio federale, dopo aver tenuto conto delle critiche ricevute e aver corretto il suo primo disegno, ha trasmesso oggi (mercoledì) al Parlamento il messaggio concernente la legge urgente per il salvataggio delle aziende elettriche di rilevanza sistemica in caso di crisi. Il progetto è volto a garantire la continuità dell'approvvigionamento elettrico in Svizzera anche nel caso in cui ulteriori forti aumenti dei prezzi nel commercio internazionale di energia dovessero provocare una reazione a catena nel settore, con il rischio di portare a un collasso del sistema. A questo scopo il Governo è pronto a mettere sul piatto 10 miliardi di franchi.

Dopo essere stato discusso dalle Camere nella sessione estiva, il piano della validità di 4 anni (fino al 2026) verrà posto in vigore con urgenza. Con questo modus operandi, il Governo vuole evitare il ricorso al diritto di necessità.

Negli ultimi mesi i mercati energetici europei hanno registrato forti aumenti dei prezzi, che si sono ulteriormente acuiti con la guerra in Ucraina. Sebbene le aziende elettriche svizzere siano solide, l'Esecutivo vuole evitare le conseguenze di un blackout prolungato che sarebbero devastanti. L'intervento statale, tuttavia, sarebbe solo sussidiario. In prima battuta il compito di garantirsi sufficiente liquidità spetta alle aziende stesse, insieme ai rispettivi finanziatori e proprietari, che siano pubblici (Comuni e Cantoni) o privati.

Le imprese assoggettate pagheranno un importo forfettario annuale a copertura perlomeno parziale dei costi per la messa a disposizione temporanea della liquidità di emergenza. Se concessi, i mutui frutteranno inoltre interessi in linea con il mercato. La Confederazione riscuoterà un supplemento di rischio compreso tra il 4 e il 10% a seconda del rischio stesso.

RG 24.00 del 15.04.2022 Il servizio di Anna Riva
RG 24.00 del 15.04.2022 Il servizio di Anna Riva
 

Il Consiglio federale ha respinto la richiesta di rendere il piano di salvataggio accessibile a tutte le imprese. Non crede inoltre che un assoggettamento puramente volontario delle imprese di rilevanza sistemica sia un'opzione praticabile, perché potrebbero verificarsi situazioni in cui il loro fallimento potrebbe portare a reazioni a catena e persino a un collasso del sistema. Potrà essere tuttavia escluso in larga misura chi può provare di poter contare su un sostegno cantonale equivalente a quello previsto dalla norma federale.

 

Misure anche per le scorte di gas

Il settore del gas deve assicurarsi capacità di stoccaggio nei Paesi limitrofi e opzioni per ulteriori forniture. Lo prevede un'ordinanza urgente (valida dal 23 maggio al 30 settembre 2023) adottata mercoledì dal Consiglio federale in vista di un'eventuale riduzione, l'inverno prossimo, delle forniture provenienti dalla Russia in relazione alla guerra in Ucraina. Lo stoccaggio all'estero dovrà garantire il 15% del fabbisogno annuo e la metà di questa riserva fisica è già stata prenotata in Francia. Le opzioni per consegne dietro breve preavviso, da negoziare in  riguardano un quantitativo analogo (il 20% del consumo invernale).

ATS/pon
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