
La parità salariale comincia dalla cura dei figli
Il Quotidiano 06.03.2026, 19:00
Ricorre oggi, 8 marzo, la Giornata internazionale delle donne che - tra le tematiche socioculturali ed economiche legate all’impegno per il raggiungimento della parità di genere - richiama l’attenzione anche sulla parità salariale e sulla conciliabilità lavoro-famiglia.
Cala il divario salariale tra i sessi, ma permane una quota inspiegabile
In Svizzera, il divario salariale secondo il sesso – in base ai dati più recenti raccolti dall’Ufficio federale di statistica – è in graduale riduzione. Se la differenza di remunerazione tra i due sessi viene in parte spiegata in funzione dell’età, del livello di formazione, e del livello di responsabilità; permane nell’economia totale (ovvero nei settori pubblico e privato) una quota inspiegabile sulle differenze salariali tra donna e uomo. Inoltre, più la posizione gerarchica occupata è alta, più è marcato il divario remunerativo tra i generi. Ad esempio, nel 2024 le donne che ricoprivano incarichi con elevate responsabilità erano penalizzate fino al 14% in meno sul salario lordo, rispetto ai colleghi uomini.

Salari mensili medi e differenze salariali nel 2022. Parte spiegabile e parte non spiegabile sull'economia totale, con dati aggiornati nel 2024. Fonte: Ufficio federale di statistica - Rilevazione svizzera della struttura dei salari (RSS).
Rachele Santoro, Delegata cantonale per le pari opportunità, al microfono del Quotidiano ha approfondito le problematiche che stanno dietro alla quota non spiegabile nelle differenze di remunerazione. Se da una parte sempre più aziende si dotano di assetti retributivi trasparenti, dall’altra esistono ancora realtà nelle quali il sistema salariale rimane poco opaco: “Il salario lo si definisce al momento dell’arrivo della persona attraverso la negoziazione, senza prendere in considerazione, in maniera oggettiva e con criteri trasparenti, i fattori che devono stabilire il salario effettivo”.
Congedi più lunghi per favorire la parità di genere a casa e al lavoro
Per affrontare il problema, Rachele Santoro sostiene che è necessario intervenire sulla conciliabilità lavoro-famiglia, a partire dalla politica familiare: “In Svizzera (…) abbiamo attualmente un congedo maternità di 14 settimane, e un congedo paternità brevissimo di due settimane (…) questo ci fa capire che il nostro sistema è ancora incentrato principalmente sulla donna. Se invece ci guardiamo attorno, vediamo che i paesi vicini – Spagna, Germania, Islanda, Norvegia e Svezia – hanno dei sistemi dove la politica familiare è incentrata veramente sull’uguaglianza di genere, con congedi parentali di lunga durata”. Secondo la Delegata cantonale, la possibilità di accedere a congedi prolungati influenzerebbe le scelte dei genitori, coinvolgendo maggiormente i padri nella cura dei figli e nel lavoro casalingo, e permettendo alle madri di essere maggiormente presenti sul mercato del lavoro.







