Al capezzale del paziente non sempre fila tutto liscio (Keystone)

Un paziente su dieci in ospedale subisce danni

La metà degli eventi avversi secondo gli autori di una ricerca potrebbe essere evitata - In psichiatria problemi a causa dei medici stranieri che non capiscono i pazienti

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In Svizzera si ripete sempre il mantra dell'ottimo trattamento garantito dagli ospedali, ma la realtà, secondo Le Matin Dimanche, è un po' meno rosea. Il giornale cita uno studio condotto in un ospedale elvetico che mette in luce come circa un paziente su 10 subisce un danno durante il trattamento.

Quasi la metà di questi casi negativi potrebbe essere evitata, secondo gli autori della ricerca. Inoltre, tra l'8 e il 15% dei pazienti subisce un evento avverso provocato da farmaci durante una degenza. Il nostro sistema rimane buono, fa intendere il giornale, ma può essere migliorato. Come riconosce anche il preposto federale alla sorveglianza dei prezzi Stefan Meierhans.

"Si paga il prezzo di una Porsche per avere una Volkswagen"

"Si paga il prezzo di una Porsche per avere una Volkswagen", commenta ricordando che la Svizzera è al secondo posto al mondo nella classifica dei costi sanitari, dopo gli Stati Uniti. "È comprensibile, perché vogliamo permetterci una medicina all'avanguardia", aggiunge Mister Prezzi. "Ma è proprio questo il problema: non sono gli errori del sistema a dover essere finanziati, ma la medicina di punta".

Psichiatri che non capiscono il paziente

Parlarsi ma non capirsi
Parlarsi ma non capirsi (iStock)

In materia di errori medici, la NZZ am Sonntag attira l'attenzione sulla carenza sempre più marcata di psichiatri che parlano tedesco. Difficoltà di comunicazione portano ad un aumento di diagnosi errate (raddoppiate dal 2003). I medici, si legge, arrivano in particolar modo da Romania o Grecia e sono sempre più richiesti perché mancano specialisti.

La testata zurighese cita il caso di una paziente che si è recata in una clinica a causa di una depressione, ma che è stata trattata con farmaci per la cura di disturbi deliranti. In seguito si è scoperto che la psichiatra che l'aveva accolta, una dottoressa ceca, ha semplicemente frainteso la donna, che si esprimeva in dialetto vallesano.

Thomas Ihde, primario e presidente dell'associazione Pro Mente Sana, sente sempre più spesso parlare di questi casi. "Le lamentele per i problemi linguistici in psichiatria sono in aumento", conferma al domenicale. Si osservano incomprensioni e barriere linguistiche.

Diem/ATS
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