Bulletti e Lauber in conferenza stampa
Bulletti e Lauber in conferenza stampa (KEYSTONE)

I dati rubati erano destinati all'estero

L'MPC: "a rischio la sicurezza della Svizzera"

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L'informatico presunto autore del furto di dati ai danni dei servizi segreti svizzeri intendeva venderli all'estero e se ci fosse riuscito avrebbe potuto mettere in pericolo la sicurezza del paese, ha dichiarato oggi a Berna il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber.

Il Ministero pubblico federale ha indetto una conferenza stampa per chiarire i contorni della vicenda, dopo che ieri il Dipartimento della difesa si era limitato a uno scarno comunicato su un "abuso di dati scongiurato al SIC", il servizio che dal 1° gennaio 2010 riunisce tutta l'intelligence elvetica.

"Grave caso di spionaggio economico"

"Si tratta di un grave caso di spionaggio economico", ha da parte sua aggiunto il procuratore Carlo Bulletti, che si occupa del caso e non ha voluto precisare la natura delle informazioni sottratte. Un'inchiesta è stata aperta e una perquisizione domiciliare ha avuto luogo non appena gli inquirenti sono stati informati dei sospetti. Era il 25 maggio. L'uomo è poi stato arrestato e posto in detenzione preventiva il 5 luglio. Ora il 43enne è già in libertà, è stato rilasciato dopo 6 settimane. Stando alla procura, avrebbe sofferto di problemi psichici.

Diversi terabyte di informazioni

Il sospettato, attivo nel settore informatico, “aveva l'autorizzazione a trattare i dati”, anzi, era proprio questo il suo lavoro. Il furto è avvenuto “sull'arco di parecchie settimane e in diverse tappe”: l'uomo ha sottratto diversi dischi rigidi.

I responsabili dell'MPC non hanno voluto precisare di che dati si tratti. In ogni caso erano dati “assai sensibili” e avevano “dimensioni considerevoli, dell'ordine di parecchi terabyte”, secondo Bulletti. Obiettivo prioritario è stato quello di rimetterli al sicuro, ha detto Lauber. “Con grande probabilità” la cosa è riuscita, ha aggiunto. Gli inquirenti sostengono di non saper nulla per ora di eventuali complici o istigatori all'estero.

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