Ospedale San Giovanni a Bellinzona (TiPress)

19enne morta, cordoglio e rabbia

Non ci sono per ora indagati - Le ex compagne (CSIA): "Arrabbiate con le autorità per la mancanza di spazi e con chi era lì e non è intervenuto" - La ragazza sarebbe già stata male alla festa

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Le cause della morte della 19enne deceduta a Bellinzona domenica sera non sono ancora state ufficialmente chiarite, ma – secondo alcune testimonianze raccolte da SEIDISERA – la 19enne sarebbe stata male, fino a raggiungere uno stato di semi incoscienza, alla festa abusiva organizzata a 1'000 metri di altitudine tra sabato e domenica, sopra Roveredo nel canton Grigioni, ai piedi della diga della Roggiasca. 

La giovane, come noto, è poi stata portata da quattro persone (due ragazze e due ragazzi) all'ospedale San Giovanni di Bellinzona, a una cinquantina di minuti di auto, intorno alle 15. I quattro l'hanno adagiata su una sedia e rotelle poi sono ripartiti verso nord. Le condizioni della giovane erano già disperate.

Shock e rabbia alla CSIA

La ragazza si era diplomata in settembre al Centro scolastico per le industrie artistiche di Lugano (CSIA). Francesca Calcagno, per SEIDISERA, si è recata nell’istituto oggi (lunedì), dove ha parlato con alcune ragazze: "Lo shock è tanto. Le ragazze con cui ho parlato dicono che non doveva succedere. Sono molto arrabbiate con le autorità, per la mancanza di luoghi di aggregazione, ma anche con chi alla festa non è intervenuto per tempo e ancora con chi criminalizza l'uso di sostanze o non dà sufficiente credito alla sofferenza dei giovani, a una fragilità diffusa, molto più presente di quanto possiamo immaginarci. Almeno così mi ha detto una giovane fuori dai microfoni”.

“Oggi pomeriggio ho parlato anche con una ex docente della 19enne. Ci ha raccontato che la scuola e i professori sono a disposizione degli allievi, che per il momento non hanno chiesto un sostegno psicologico. Alcune amiche della 19enne hanno però voluto ristampare alcuni suoi lavori e allestire un angolo nell'atrio in sua memoria”.

Nessuna novità per ora dall’inchiesta

Per quanto riguarda l’inchiesta aperta dalla polizia grigionese non sono per ora emerse novità rispetto a quanto già riferito e le informazioni sono davvero pochissime. La polizia retica ha confermato alla RSI - già ieri - solo di aver intercettato i quattro giovani che hanno portato la 19enne all'ospedale di Bellinzona. E di averli sentiti e poi rilasciati. Poco fa ci è stato inoltre ribadito che al momento non ci sono indagati. La polizia per il momento non conferma neppure che la ragazza abbia partecipato alla festa, anche se la sua presenza è piuttosto sicura.

Dell'evento tra l'altro non sapeva nulla neppure la polizia comunale di Roveredo, come ha confermato alla RSI il capo dicastero sicurezza che Ivano Boldini, anche lui molto toccato dalla morte della giovane: “È una cosa che non riesco ad accettare e non riesco nemmeno a farmene una ragione” sono state le sue prime parole.

Un anno fa c'era stato un evento simile, e allora la polizia comunale di Roveredo era intervenuta: “L’anno scorso nello stesso periodo in effetti c’era stato qualcosa del genere sempre nella stessa zona, ma in quel caso – dopo le segnalazioni – si è potuti intervenire se non sbaglio la domenica mattina. Polizia cantonale e comunale sono intervenute facendo finire il rave party. Da lì non abbiamo più ricevuto segnalazioni di eventi simili, fino alla triste notizia di ieri”.

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SEIDISERA/Red. MM
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