Gli svizzeri non sono abituati a ritrovarsi al buio. I blackout rimangono rari e di breve durata, secondo i nuovi dati pubblicati dalla Commissione federale dell’energia elettrica (ElCom).
In media, un consumatore subisce un’interruzione circa ogni tre anni, secondo le cifre dei distributori per l’anno 2024. Quando si verificano, queste interruzioni di corrente rimangono generalmente brevi, con 17 minuti all’anno nel 2024.
In Ticino, solo l’Azienda comunale di Stabio (3,7 minuti) e l’AGE (8,3 minuti), che distribuisce l’elettricità a Chiasso, Balerna, Morbio Inferiore e Vacallo, si piazzano sotto la media nazionale. Tutte le altre zone hanno subito interruzioni di corrente più lunghe, dai 18 minuti e mezzo di Mendrisio a più di un’ora nelle regioni servite dalla Società elettrica sopracenerina, che registra uno dei dati più alti a livello svizzero.
Se le cifre nazionali rimangono piuttosto stabili tra il 2022 e il 2024, le zone più colpite possono variare da un anno all’altro. Le interruzioni impreviste sono spesso causate da eventi meteorologici, soprattutto quando fulmini o tempeste danneggiano gli impianti.
La Svizzera risulta così tra i Paesi con le reti più affidabili. Si situa in testa alla classifica europea insieme a Germania, Francia, Regno Unito e Lussemburgo, che registrano tutti meno di 20 minuti di black out all’anno, secondo uno studio della Banca mondiale relativo agli anni 2017-2019.
All’altro estremo, l’Albania subisce una quarantina di interruzioni di corrente all’anno, per circa 66 ore senza elettricità, secondo gli stessi dati. Anche la Macedonia del Nord, vicina all’Albania, è frequentemente confrontata al problema, con circa tredici blackout all’anno e più di sei ore senza corrente.
Nuovi indicatori per confrontare i gestori di rete
La Commissione federale dell’elettricità pubblica da martedì una serie di nuovi indicatori pensati per valutare meglio i gestori di rete. Oltre alle interruzioni di corrente, questi dati riguardano in particolare i costi e le tariffe di rete, così come il rispetto delle norme.
“Questi indicatori permettono di osservare l’efficienza di un gestore di rete”, spiega Anne Gillardin, ingegnere ed esperta di regolamentazione e politica energetica presso ElCom, ai microfoni di RTS. In un Paese dove il prezzo del kilowattora può variare di un fattore da uno a quattro da un Comune all’altro, l’obiettivo è offrire maggiore trasparenza.
Luce sul mercato dell’elettricità (On en parle, RTS, 21.01.2026)
Tra questi nuovi dati, l’indicatore di conformità chiamato anche “la regola del franco”, mostra che la grande maggioranza dei gestori raggiunge il massimo beneficio autorizzato. “La regolamentazione mira a un utile ragionevole e limitato. La regola del franco serve a verificare se i costi di gestione, l’amministrazione, la fatturazione e il profitto sono appropriati”, spiega Gillardin.
“Si tratta di una regola piuttosto tecnica che fissa una soglia oltre la quale ElCom effettua dei controlli”, prosegue la specialista. “Finché i gestori di rete rispettano questi limiti, hanno il diritto di proporre determinate tariffe”.
In definitiva, le economie domestiche possono quindi confrontare il proprio fornitore con gli altri gestori di rete e, se necessario, porre delle domande. Tuttavia, non potranno cambiare distributore senza cambiare domicilio, poiché il fornitore resta legato al luogo di residenza.

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Notiziario 20.01.2026, 17:00
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