Virus RSV, boom di contagi

Il Quotidiano di martedì 09.11.2021

Allarme per il virus sinciziale

Mancano letti nelle pediatrie ticinesi, bimbi ricoverati oltre San Gottardo - Attesi anche picchi di influenza

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Dopo la tregua durante l'inverno scorso, negli ospedali ticinesi si registrano numerosi ricoveri di bambini piccoli, affetti dal virus respiratorio sinciziale (RSV). Un virus particolarmente aggressivo quest'anno, che colpisce sopratutto i neonati. Il ricovero medio in ospedale è di 5 giorni e la guarigione lenta. La settimana scorsa mancavano letti nei reparti pediatrici: dei 34 posti letto della pediatria EOC, infatti, ben 20 erano occupati da bambini con il virus RSV, così diversi bambini ticinesi sono stati mandati oltre San Gottardo per le cure necessarie. Intanto gli esperti avvertono: l'allarme resta alto.

"L'anno scorso non c'era, ora è più virulento"

“I sintomi soprattutto le apnee, ma anche la respirazione affaticata, la tosse e la febbre molto alta”, racconta alla RSI Laura Barriales, nota showgirl di origini spagnole che da tempo vive a Lugano con la famiglia, e che la notte del 1° novembre ha dovuto portare il figlio Romeo, di quattro mesi e mezzo, di corsa all’Ospedale: “Siamo arrivati in ospedale e gli hanno dato l’ossigeno, poi gli hanno fatto un tampone per il virus sinciziale”.

La testimonianza di Laura Barriales
La testimonianza di Laura Barriales

“È un virus che conosciamo bene e che in genere arriva ogni inverno, ma lo scorso non c’è stato e questo è probabilmente dovuto al distanziamento sociale, ai lockdown e all’uso delle mascherine”, sottolinea il dottor Giacomo Simonetti, primario di pediatria all’Istituto pediatrico della Svizzera italiana. “Quest’anno, dopo il giustificato allentamento delle misure, è ritornato e in modo più virulento: i bambini e i lattanti non avendo gli anticorpi dell’anno prima l’hanno fatto in modo più grave”.

Il dr. Giacomo Simonetti, primario di pediatria di base e specialistica
Il dr. Giacomo Simonetti, primario di pediatria di base e specialistica

Allarme anche in Europa

Anche in Germania si registrano molti casi di contagio da RSV fra i bambini e in particolare fra i neonati. È quello che ha segnalato la Süddeutsche Zeitung, che ha intervistato il primario del policlinico universitario di Dresda, Reinhard Berner, specializzato in malattie infantili pediatriche.

"In Germania e in Europa abbiamo da settembre un'ondata pazzesca di infezioni da RSV", ha riferito. "Gli ospedali e le terapie intensive sono piene come mai prima da anni".

"Al momento abbiamo 20-25 nuovi ricoveri a settimana, e di questi due o tre devono andare in terapia intensiva. Alcuni ospedali sono già allo stremo delle capacità. Per noi la situazione diventa drammatica e riteniamo che l'ondata durerà per tutto l'inverno". A settembre, il Robert Koch Institut ha avvertito che il numero delle infezioni gravi delle vie respiratorie adesso è il doppio di quanto accade normalmente in questa stagione, e nella fascia di età fino a 4 anni la metà dei casi dipende dal virus RSV.

Attesi picchi di influenza e di virus respiratori

E insieme a Covid-19 e virus respiratorio sinciziale in questo periodo si stanno diffondendo anche altri virus. L'anno scorso l'influenza stagionale quasi non si è vista. Quest'anno sembrerebbe, invece, che le cose stiano tornando alla "normalità" di un tempo. Sul sito del Dipartimento federale della sanità pubblica si vede che i casi stanno aumentando di settimana in settimana. Il dottor Giorgio Ferrario, medico di famiglia a Riva San Vitale, però, chiarisce che la maggior parte dei casi che vede quotidianamente non sono ancora di influenza stagionale. I casi dunque stanno aumentando, ma il virus influenzale non è ancora così presente sul territorio.

Il ruolo della pandemia

A descrivere come la pandemia abbia comportato e comporterà grandi cambiamenti nella diffusione di altri agenti patogeni è anche un articolo pubblicato sul sito web di Nature.

L'influenza stagionale, ad esempio, per la maggior parte del 2020 e del 2021 è praticamente svanita. Ma la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che si riprenderà, forse ferocemente, poiché le restrizioni di viaggio e gli interventi sociali progettati per frenare il Sars-Cov-2, come indossare la mascherina e mantenere il distanziamento, diminuiranno.

"Una volta che dimentichiamo le nostre buone pratiche sanitarie - afferma Robert Ware, epidemiologo presso la Griffith University nel Queensland, in Australia - è probabile che l'influenza torni a colpire duramente". Anche perché troverà sistemi immunitari poco allenati a fronteggiarla.

Quanto alle infezioni da virus sinciziale (RSV), responsabile di circa il 5% dei decessi nei bambini sotto i 5 anni in tutto il mondo, con la pandemia Covid sono scese ai minimi storici per un anno, ma poi hanno iniziato a salire ad aprile 2021: i picchi fuori stagione, ovvero intorno ad aprile 2021, sono stati osservati in USA, Sud Africa, Giappone, Australia e Paesi Bassi.

Quot/ATS/M. Ang.
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