Càvea Festival: buona la prima

L’ultimo nato tra gli open air ticinesi ha registrato il tutto esaurito sabato ad Arzo

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Una location suggestiva e musica dal vivo dal sapore country-folk in mezzo alla natura incontaminata. Sono stati questi gli ingredienti della prima edizione del Càvea Festival di Arzo, una prima da tutto esaurito.

L'ultimo nato tra gli open air musicali ticinesi è in una sorta di anfiteatro naturale. Un luogo che sprigiona qualcosa di magico facendo diventare le cave di Arzo la location ideale per rilassarsi ma soprattutto per gustare musica cantautorale di artisti della nostra regione e non solo.

“Abbiamo pensato di organizzare un festival diverso dagli altri, in un contesto suggestivo e in mezzo alla natura”, ci racconta Luca Ruggeri, uno degli organizzatori, che aggiunge: “Il tutto è stato possibile anche al patriziato, che ha investito molto per rivalorizzare la zona e che ci ha aiutato molto”.

Sebalter
Sebalter (RSI)

Dopo il collettivo di Terry Blue, che ha aperto la serata, a prendersi la scena è stato Sebalter, che aveva già suonato qui anni fa col suo vecchio gruppo... “Suonai qui con i Vad Vuc nel 2003 – ci racconta -, e da allora non ci ero mai più tornato. È un posto davvero magnifico, non me lo ricordavo così bello”.

Jack Jaselli sul palco
Jack Jaselli sul palco (RSI)

“Sono contento che la prima edizione del festiva, organizzato con così tanto entusiasmo, è stata sold out”, afferma invece Jack Jaselli, cantautore e chitarrista milanese che ha collaborato fra gli altri con Jovanotti, un altro nome di punta della serata.

L'ultimo concerto in programma è stato quello duo momò Make Plain che, reduci da un tour, ci hanno confidato: "A gennaio uscirà il nostro nuovo singolo!" (Guarda il servizio completo in cima all'articolo).

Quotidiano/ludoC

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